La protesta
Il cuore amaranto batte la nebbia
Il Livorno espugna Cremona con un uno-due di Gasbarro e Murilo dopo il gol di Lambrughi
INVIATO A CREMONA. Ci sono flash che valgono più di mille storie. Noi prendiamo quello del 90'. Ultimo assalto della Cremonese, la palla va fuori e l'arbitro fischia la fine: non è un'esultanza normale quella degli amaranto, ma una gioia quasi incontenibile. La panchina corre al completo verso il centrocampo, Morelli alza le braccia al cielo, Mazzoni abbraccia chiunque gli capita sotto tiro, Maritato e Luci si stringono, Gasbarro e Borghese quasi piangono dalla felicità. Poi tutti di corsa a lanciare le maglie verso i 100 tifosi amaranto che avevano sfidato tutto e tutti pur di esserci. Da tempo non vedevamo un'immagine del genere. E ci riempie il cuore.
E' una grande vittoria quella del Livorno, che passa 3-2 a Cremona e si porta a meno 3 dal secondo posto. La vittoria del cuore, perché arrivata nel secondo tempo ribaltando il 2-1 dell'intervallo quando, a dir la verità (visto l'andamento dei primi 45') in pochi avrebbero scommesso un euro sul segno 2.
I FENOMENI DELLA LEGA. Permetteteci una premessa. Un giorno i fenomeni della Lega dovranno spiegare a noi e a tutti i tifosi il senso di far giocare Cremonese-Livorno alle 20.45. Anche i bambini dell’asilo nido sanno che qui a dicembre si convive con la nebbia.
Per chi l’hanno fatto? Per la diretta Rai? Certo, figuriamoci, ci immaginiamo milioni di spettatori davanti a Raisport per vedere punti rossi e punti bianchi sotto lo sfondo grigio, roba da share del 75%.
Avessero un minimo di dignità, questi signori dovrebbero rimborsare il biglietto ai tifosi, che neanche hanno potuto esultare per i gol delle proprie squadre.
CHE REAZIONE. Tanto di cappello a questo Livorno che nel primo tempo ha rischiato di affondare, concedendo troppo in difesa e a centrocampo dove solo Luci, Gasbarro e Lambrughi tenevano su la baracca. Molto più autoritaria la ripresa, quando la Cremonese ha fatto solo un tiro in porta, franando sotto i colpi di Gasbarro prima e Murilo poi.
LUNA PARK. E’ comunque una partita che merita di essere raccontata.
Il primo tempo è stato incredibile. Roba da psicologo. Il gol dopo un amen di Lambrughi sembrava l'antipasto di una grande serata. Splendida l'azione: apertura di Cellini, Maritato che si sposta perché in fuorigioco e inserimento di Jelenic, cross perfetto, stop di Lambrughi e gran sinistro di collo pieno. Non erano passati neanche 300 secondi e il Livorno vinceva già 1-0.
Il guaio è che passare in vantaggio e perdere completamente il controllo della partita è stato tutt'uno. Le occasioni per la Cremonese sono fioccate come neve in Trentino (all’intervallo lo scout dirà 12 subiti tiri subiti in 45’ di cui 8 nello specchio della porta). E dopo un salvataggio incredibile di Luci, è arrivato il pari al 17' firmato da Scarsella con tocco malandrino di Marchi.
Parità e partita di nuovo in equilibrio? Macché, l'onda lunga della Cremonese ha continuato a tenere sott'acqua il Livorno, in completa apnea. Qualche errore clamoroso, un paio di parate di Mazzoni e un palo interno di Stanco hanno evitato il crollo anticipato, crollo che è arrivato all'ultimo minuto del primo tempo quando Brighenti ha fatto a ferro e fuoco Rossini per poi sparare un destro vincente.
LA MOSSA DI FOSCA. Altra squadra quella uscita dallo spogliatoio. Soprattutto come compattezza difensiva. Decisiva la mossa di Foscarini che ha tolto ben presto un'impalpabile Ferchichi per inserire Venitucci. Giusto: con Ferchichi che non dava niente in fase di copertura, tanto valeva metter dentro un trequartista.
Fatto sta che il Livorno ha rovesciato il mondo ed è andato a prendersi la partita. Pazzesco il gol di Gasbarro del 2-2, con due avversari superati in dribbling prima di sparare un siluro di sinistro che è finito nell'angolo sul palo opposto. Uno spettacolo.
Stavolta il Livorno non ha sbandato, non ha corso rischi dietro e anzi ha trovato il 3-2 con Murilo in mischia opo un bel cross di Venitucci. Mancava ancora molto, troppo. Ma il Livorno ha stretto i denti ed ha difeso questa preziosa vittoria. Fino all’ultimo istante. Fino al fischio finale. Fino alla corsa tutti insieme sotto la curva dei tifosi livornesi.
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