Il Tirreno

Livorno

«L’Alessandria rallenterà e bisognerà essere pronti»

di Gianni Tacchi
«L’Alessandria rallenterà e bisognerà essere pronti»

Luca Belingheri (che però sarà ai box) avverte la sua Cremonese e il Livorno «Fondamentale non perdere terreno. Ricordi magici da voi, anche se alla fine...»

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LIVORNO. Se pensi all’ultima corsa trionfale verso la serie A, pensi alla favola di Nicola, ai gol di Paulinho, alle bombe di Emerson, a un gruppo fantastico e sempre unito. E poi a quel ragazzo che partiva da dietro, tagliava a fette le difese avversarie, si buttava dentro con i tempi giusti e colpiva. Sì, a Luca Belingheri. Le 14 reti di quella stagione, suo record personale e numero quasi impossibile da toccare per un centrocampista, sono state consegnate alla storia amaranto.

Adesso è tempo di ricordi, di “quanto ci farebbe comodo in questa Lega Pro”, di incroci suggestivi. Come quello di domani sera, anche se lui non ci sarà perché ancora fermo per uno stiramento all'adduttore. Uno stop importante per la Cremonese, che ha iniziato a sbandare proprio quando Belingheri si è infortunato: ultime tre partite senza lui e due sconfitte… «Non scherziamo, è un calo generale dopo un grande inizio di stagione - frena - fin qui il nostro campionato è stato ottimo, ma c’è chi sta facendo meglio (l’Alessandria, ndr) e sta oscurando tutte le altre. Credo che prima o poi rallenteranno anche loro, toccherà a noi farci trovare pronti ed essere in agguato».

E agli amaranto? «Il ritardo dalla vetta è più importante, ma conosco tanti giocatori della rosa e so che è una squadra attrezzata per lottare in ottica serie B. Fin qui gli infortuni hanno influito molto, un problema che sta toccando anche noi in questa fase. Per il Livorno sarà fondamentale ritrovare Vantaggiato, perché può fare la differenza».

Cremonese-Livorno da spettatore: che partita sarà? «Dura, durissima. L’obiettivo di queste due squadre è lo stesso, ma l’Alessandria sta facendo qualcosa di incredibile. E per ora possiamo solo fare i complimenti a loro».

Chiaramente l’alternativa per salire in B porta ai playoff allargati… «Un terno al lotto, un altro campionato. Noi comunque dobbiamo andare avanti sulla nostra strada e vincere il maggior numero di partite. E credo che anche il Livorno ragioni in questo modo».

A Cremona ha ritrovato Salviato e Gemiti, due amici prima che compagni di squadra. «È proprio questo il segreto. È vero che stiamo parlando di una rosa nuova rispetto alla scorsa stagione, ma l’inserimento è stato più facile perché ci conoscevamo quasi tutti. Questo è un gruppo esperto, solido e unito».

Già, il gruppo, il primo obiettivo del Livorno dopo i disastri della scorsa stagione. «Io non c’ero e non posso giudicare, sicuramente qualcosa è andato storto. Credo che la società abbia dato due segnali forti in estate: intanto il ritorno di Mazzoni, uno che ci tiene da morire e può trasmettere il senso di appartenenza a tutti, e poi la scelta di puntare su Protti, che può trascinare sia la squadra che la tifoseria».

Apriamo il cassetto dei ricordi? «Livorno mi ha lasciato un segno indelebile». Dalla morte di Morosini alla promozione in A, momenti indimenticabili per motivi diversi. «Grosse emozioni. Quattro anni e 100 presenze (con 24 gol, ndr) non si possono dimenticare». Un po’ di rammarico c’è però... «Un po’ sì, nell’ultima stagione ero in scadenza e sono state fatte delle scelte. Comunque nessuna polemica: Livorno, Piermario e la maglia sono ancora nel mio cuore».

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