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IL PALLONE RACCONTA

18 anni fa la beffa targata Gabriele

di Fabrizio Pucci
18 anni fa la beffa targata Gabriele

In 20mila con la Cremonese al Curi, ma il gol di Geraldi fu annullato

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LIVORNO. Scrivi Cremonese e leggi finale playoff maledetta. Vedi grigiorosso e rivivi le infauste emozioni del 14 giugno 1998. Ricordate? La ‘Cremo’ e il Livorno si contesero la promozione in serie B in una partita secca giocata sul neutro di Perugia. I tifosi lombardi erano circa cinquecento. I nostri quaranta volte tanti. Sì. Erano 20mila. L’esodo fu biblico, straordinario. Inimmaginabile, incomprensibile per chi in quel mese di giugno è nato e da sei mesi è diventato maggiorenne. A quei tempi Livorno era così. Esportava ogni domenica il suo stadio mobile e la marea amaranto travolgeva tutto e tutti. O quasi.

Già perché quel giorno i ventimila, più gli undici leoni in campo non bastarono per piegare la Cremonese e brindare al ritorno in serie B dopo 26 anni. No. Quella gioia incontenibile l’avremmo provata quattro anni più tardi a Treviso grazie a quell’indimenticabilr gol di Re Igor Protti.

PARTITA FALSATA. Nel 1998, invece, quei ventimila versarono lacrime durante e anche dopo la partita per il risultato negativo e anche per i lacrimogeni sparati dalle forze dell’ordine all’esterno dello stadio Curi. Su quella gara, però, ancora oggi che sono passati quasi vent’anni, si allungano ombre mai dissipate. La più grande? L’arbitraggio del signor Gabriele di Frosinone che dopo una manciata di minuti annullò a Beppe Geraldi il gol dell’1-0. Il difensore di Sciaccia scattò sul filo del fuorigioco dinanzi al portiere Razzetti e lo trafisse in bello stile. Sembrava il prologo di una domenica di festa, ma l’illusione durò 4”, giusto il tempo necessario a Gabriele per non convalidare la rete.

Il resto è storia. Il Livorno caricò a testa bassa per 120’ anche perché – per via del peggior piazzamento nella stagione regolare – aveva un solo risultato a disposizione, la vittoria. A Bonaldi, cinturato da Gualco a due metri dalla porta, fu negato un calcio di rigore solare, mentre De Vincenzo dalla distanza colpì una traversa clamorosa. L’epilogo del match fu da incubo. Dopo 118’ di catenaccio la Cremonese segnò il gol partita con un calcio di punizione di Guarnieri.

PAN PER FOCACCIA. Dicono che la vendetta sia un piatto da servire freddo. E il Livorno in un certo senso si è vendicato di quel dispiacere. E’ accaduto nel 2000. Ultima giornata di campionato, allo ‘Zini’. I grigiorossi cercano punti per evitare i playout. Gli amaranto non hanno da chiedere nulla al campionato: sono salvi e lontani dai playoff. I padroni di casa passano in vantaggio, ma nella ripresa un giovane Domizzi firma il pari col suo primo gol tra i prof. La Cremonese andrà ai playout e poi in C2.

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