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amaranto»IL FUTURO

di Alessandro Bernini
amaranto»IL FUTURO

LIVORNO. Sembrava tutto disastroso e invece... Alla resa dei conti il Livorno esce da questo turno rosicchiando un punto alla Cremonese, il che non guasta. È bene essere realisti: anche se mancano 21...

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LIVORNO. Sembrava tutto disastroso e invece... Alla resa dei conti il Livorno esce da questo turno rosicchiando un punto alla Cremonese, il che non guasta. È bene essere realisti: anche se mancano 21 giornate alla fine della prima fase, il Livorno non può mettere nel mirino il primo posto: troppo più forte l’Alessandria, troppi punti di distacco, troppo il gap nel gioco e nell’autorità di stare in campo che ci separa dai grigi. Troppo di tutto.

Il Livorno non è ancora una squadra completa. È cresciuta tanto da inizio stagione, a livello tattico, atletico e anche di gioco. Ma ha ancora molti margini e tre step da effettuare: 1) trovare più soluzioni contro squadre che si chiudono, 2) evitare i troppi cali di tensione, 3) subire meno gol.

Una parte del compito spetta a Foscarini e ai suoi giocatori. Poi dovrebbe metterci il carico sopra la società. Perché è evidente che servono dei rinforzi. Il più urgente è un centrocampista di spessore in mezzo al campo, poi serve qualcosa sugli esterni e va registrata la difesa. Teniamo sospeso l’attacco nella speranza che Vantaggiato sia il vero colpo di gennaio. A proposito: il “Toro” sta meglio, è ottimista, stavolta è davvero convinto che i guai siano alle spalle. Speriamo.

Ma serve la società, dicevamo. E in questo momento Aldo Spinelli è lontano mille miglia dal Livorno. Paga tutto, per carità, sempre puntuale: ma la presenza e la programmazione sono un’altra cosa. La domanda è semplice: ci sarà un budget da spendere a gennaio per rinforzarsi? O i dirigenti dovranno muoversi coi pochi spiccioli che entreranno dalle (complicate) uscite?

A fronte di questo interrogativo, bisogna registrare il silenzio assoluto che ha avvolto la trattativa col gruppo Ferrari. Commercialisti e avvocati di Manuela Ferrari non parlano, i documenti della due diligence sembrano finiti nel cassetto e dalla Lombardia non è partita nessuna richiesta per un incontro con Aldo Spinelli.

Bisogna essere onesti, stavolta Spinelli non ha colpe. Lui i documenti li ha forniti, spettava alla controparte fare il passo successivo. E non l’ha fatto.

Questa situazione di stallo non ci piace. Si vivacchia quando invece servirebbe una scossa. E il futuro resta un enorme punto interrogativo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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