Il Tirreno

Livorno

La Southeast c’è Venti vittorie e voglia di crescere

di Stefano Fiori

Bilancio più che positivo per la squadra toscana Il diesse Scinto traccia i programmi stagionali

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Sono 20 le vittorie ottenute nel corso del 2016 dal team ciclistico di categoria Professional Wilier-Southeast, una delle due squadre - l'altra è il team Amore & Vita Selle SMP - che mantengono tuttora la loro intelaiatura manageriale e organizzativa in Toscana. Plurivittorioso del team e anche numero uno in Italia tra i Professionisti in quanto a vittorie totalizzate durante la stagione agonistica appena conclusa, è il giovane Jakub Mareczko, bresciano con famiglia di origini polacche dimostratosi sprinter temibile anche nella massima categoria del ciclismo, dopo avere spopolato tra i dilettanti fino a tre anni fa.

Anche nel 2015, al suo primo anno tra i Pro, Mareczko risultò il plurivittorioso italiano con 13 affermazioni ma quest’anno c’è stato un ulteriore salto di qualità, culminato con la medaglia di bronzo al campionato mondiale su strada Under 23, in Qatar. Gli altri successi per il team Southeast 2016 sono stati ottenuti dall’albanese Eugert Zhupa, 5 volte primo, vincitore dei campionati albanesi e dei Balcani su strada e a cronometro individuale, dal brasiliano Rafael Andriato (1), da Manuel Belletti (1) e dal pistoiese Andrea Fedi (1 vittoria), splendido trionfatore nel Trofeo Laigueglia e secondo nel GP di Larciano prima di essere messo Ko per parecchi mesi da un fastidioso problema fisico. Luca Scinto, storico diesse di questa formazione che negli anni ha lanciato tanti giovani, traccia il bilancio dei suoi ragazzi. «Considerate le premesse e la sfortuna che ci ha bersagliato - dice - sono soddisfatto del nostro bilancio 2016. Mareczko è un gioiellino che però dovrà lavorare ancora parecchio per raggiungere i livelli di rendimento dei velocisti più forti al mondo: per arrivare ai livelli dei Greipel, Kittel e gli altri, non serve vincere tante gare in circuito su chilometraggi limitati e senza salite. Tuttavia "Kuba" possiede delle grosse doti tecniche e atletiche, è già entrato nel giro della nazionale italiana e mi sembra quello che potrà ottenere i risultati più importanti, rispetto ad altri atleti che ho gestito in passato».

Che cosa è mancato a Guardini?

«Avrebbe dovuto attendere almeno un paio d'anni prima di passare a un grosso team e questo è lo stesso consiglio che voglio dare a Mareczko: non avere fretta, fatti le ossa con noi prima di accettare le offerte importanti che gà stanno arrivando».

Da quando guidi questo team professionistico?

«È dal 2008 e qualche bella soddisfazione ce la siamo levata, eccome. Al mio fianco ho sempre avuto l'amico Angelo Citracca, che riesce a svolgere al meglio i compiti di team manager. Anche l'industria Neri Sottoli di patron Giuliano Baronti, con i figli Stefano e Alessio, ci è sempre stata vicina ed ha facilitato notevolmente la nostra crescita».

Per il 2017 sono alle viste delle grosse novità, in quanto a sponsor?

«È così. Accanto alla Wilier Triestina, nostra partner ormai tradizionale, entrerà la Selle Italia, altra ditta famosa nel ciclismo e perciò siamo orgogliosi di avere come sponsor due marchi italiani, quasi un record di questi tempi».

Ma il vostro obiettivo principale resta la partecipazione al Giro d'Italia 2017?

«Lo speriamo, ma non dipende solo da noi. Attendiamo con fiducia la decisione di Vegni e dello staff Rcs Sport».

Avete già impostato il programma per il prossimo anno?

«Sì, dall'8 al 12 gennaio saremo in ritiro in Toscana, il 14 gennaio presentazione ufficiale a Rossano Veneto, presso la sede della Wilier Triestina -storica ditta italiana produttrice di biciclette fondata nel 1906 - e poi debutto agonistico in Argentina, al Tour de San Luis».

Novità relative agli atleti tesserati?

«Dovrebbero essere 17, con i colombiani Martinez e Flores, un ventenne che dicono essere molto forte su ogni terreno e due giovani spagnoli di talento, Rodriguez e il basco Amezqueta. Tra i confermati mi attendo dei risultati qualificanti da Mareczko, Fedi, Busato, Belletti e da Pozzato, indubbiamente anche un prezioso uomo-immagine».

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