Gioco
Generazione Arci Carli notte amarcord sui pedali
La società icona del ciclismo provinciale e non solo ha organizzato per stasera una reunion: sono invitati tutti gli sportivi che hanno vestito la gloriosa maglia
LIVORNO. Una rimpatriata. Stasera, alle 21, seduti intorno a un tavolo, al circolo Arci P. Carli Salviano, per un incontro conviviale zeppo di nostalgia centinaia di ciclisti che in gioventù hanno vestito la gloriosa maglia del G.S. Carli Coop La Variante.
Una società ciclistica icona del ciclismo provinciale e regionale. La prima affiliazione, alla FCI nel 1951. Sessantacinque anni fa mica l’altro ieri. La svolta, il salto di qualità, nel 1971 grazie a Luciano Nannipieri. Un giovanotto, classe 1935 allora 36enne, con una passionaccia per il ciclismo fuori del comune benché la bicicletta da corsa per lui, come corridore non sia mai esistita, neppure come amatore. A farlo innamorare delle due ruote una bella nidiata di ciclisti livornesi che negli anni cinquanta e sessanta “spopolavano” da tutte parti.
Tra loro: Franco Bertini, Mario Berretta, Mauro Simonetti, Roberto Ballini, Antonio Salutini, Vinicio Sainati, Giovanni Di Batte, Piero e Franco Falorni, Sergio Bonistalli, Paolo Pancaccini, Roberto Fiaschi e Rodolfo Morucci, tanto per citarne qualcuno. Proprio in quel periodo, Salviano stava crescendo a vista d’occhio e le attività sportive ruotavano intorno alla locale Polisportiva.
A farla da padrone, il “dio Pallone”, “Uno sport che mi piaceva ma non mi entusiasmava”, le parole del mitico Luciano. «Per dare sfogo alla mia passione e quella di tanti altri per il ciclismo, grazie alla gentilezza dei dirigenti della Polisportiva, “rinacque” su basi nuove la società ciclistica G.S. Carli. A darmi una bella mano dopo pochi anni, arrivò, l’amico e quasi fratello gemello, Loredano Zannotti e con lui l’abbinamento con Coop La Variante tutt’ora d’attualità. Da allora la nostra gloriosa maglia è stata vestita da centinaia e centinaia di corridori. Molti dei quali si sono poi ritagliati momenti di gloria a livello regionale e nazionale. Tra di loro David Mucelli e Fausto Terreni. Non vado oltre perché forse, complice l’età, dimenticherei qualcuno dei più bravi».
Poi l’attualità: «A distanza di 45 anni ci è venuto il desiderio di rispolverare tanti piacevoli ricordi e di riunire intorno a un tavolo se non tutti, almeno una buona parte di quei ragazzini, la maggioranza dei quali ormai diventati babbi e addirittura nonni. La speranza, per venerdì prossimo, è di essere almeno un paio di centinaia».
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