Il Tirreno

Livorno

Quei 5000 tifosi sugli spalti, un patrimonio da non disperdere

di Gianni Tacchi
Quei 5000 tifosi sugli spalti, un patrimonio da non disperdere

LIVORNO. C’è una certezza nelle radiografie di questi primi tre mesi. E non è ancora in campo, perché l’inizio è stato pessimo e l’ultima frenata col Pontedera ha rallentato la rincorsa, anche se...

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LIVORNO. C’è una certezza nelle radiografie di questi primi tre mesi. E non è ancora in campo, perché l’inizio è stato pessimo e l’ultima frenata col Pontedera ha rallentato la rincorsa, anche se stiamo comunque parlando di un’altra squadra rispetto a quella di settembre e ottobre.

La certezza è sugli spalti, dove anche domenica scorsa – come la settimana precedente col Pro Piacenza – c’erano quasi 5mila cuori amaranto. Forse per via di un orario favorevole (le 18,30), forse per il buon momento della squadra, forse per entrambe le cose. Fatto sta che l’Armando Picchi sta tornando amaranto, con la curva Nord abbastanza piena e il resto dello stadio vivo e pronto ad accompagnare i cori. Niente in confronto a una quindicina di anni fa, questo è ovvio, ma comunque una buona base per costruire insieme il futuro. Perché con l’Alessandria in fuga, la prospettiva sembra quella dei playoff e in quelle partite secche – da dentro o fuori – uno degli aspetti decisivi sarà il sostegno della tifoseria.

UNIONE E SPERANZA. Il filo tra la curva e la squadra, spezzato la scorsa stagione da una decina di giocatori che non avevano il senso d’appartenenza nel Dna, è stato ricucito dal ritorno di Igor Protti e da un gruppo più solido. Anche col Pontedera, nonostante il pareggio e la delusione, alla fine sono arrivati applausi per gli amaranto. Claudio Foscarini aveva già sottolineato l’atteggiamento maturo della curva sul 2-1 col Pro Piacenza, mentre domenica scorsa non ci sono stati fischi ad affossare il morale amaranto.

Insomma, il giusto clima per lavorare in serenità, anche se tutti - ovviamente - si aspettano una crescita importante per poter sognare il ritorno in B. E molto passerà dal mercato di gennaio, quando Aldo Spinelli sarà chiamato a rinforzare la squadra in tutti i reparti. A proposito, anche domenica il presidente non c’era e allo stadio non sono mancati i classici cori contro di lui. La solita spaccatura, dunque, in attesa di novità sul futuro.

LA SPINTA DEL PICCHI. I 4-5mila fedelissimi amaranto, con una media di presenze che nessuno ha in questo girone, non mollano e forse non molleranno mai. Questione d’amore, di passione, di orgoglio. E di speranza. È da qui che dovrà ripartire la rincorsa amaranto, con l’obiettivo non solo di scalare la classifica, ma anche di riportare altre centinaia di tifosi allo stadio. Missione difficile se la Lega sposta le partite nei pomeriggi di giorni feriali, più facile se il Livorno riprenderà subito il suo cammino.

D’altronde le vittorie creano entusiasmo e la spinta del Picchi, come insegna la storia, può incendiare l’erba. E si sa, i campionati – o i playoff – si vincono anche così.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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