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Il quarto asso non è uscito, ma il Livorno ha un’anima

di Fabrizio Pucci
Il quarto asso non è uscito, ma il Livorno ha un’anima

Contro il Pontedera sprecate la chance di mettere la Cremonese nel mirino Da rivedere il centrocampo e la posizione di Venitucci, il carattere si è visto

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LIVORNO. Niente poker. Il quarto asso è rimasto nella manica. Il guizzante Pontedera di Indiani ha fermato a tre la striscia di vittorie consecutive del Livorno che è tornato a frenare. Un vero peccato perché la decelerazione è arrivata proprio nel giorno in cui la stecca della Cremonese sul campo della Lupa Roma avrebbe potuto aprire nuovi orizzonti in chiave secondo posto. Non è comunque il caso di rimanere impantanati nel rammarico di ciò che poteva essere e non è stato. Anzi, accettato il pari, è già tempo di analizzare la situazione in tutta serenità.

COSA VA. A fine partita Foscarini ha fatto il filosofo: «Due mesi fa – ha dichiarato – una partita come questa l’avremmo persa». In quelle dieci parole c’è tutta la crescita del Livorno che rispetto all’inizio del campionato è davvero un’altra squadra. Domenica sera non avrà brillato, ma ha dato la sensazione di saper cosa fare quasi in ogni momento della partita. In sostanza adesso le idee tattiche viaggiano seguendo un preciso itinerario logico.

Insomma il Livorno c'è e quando prende uno schiaffo reagisce con il cuore e con la testa e di danna l’anima fino all’ultimo per raddrizzare la barca. E questo atteggiamento piace alla gente che al termine del ‘piccolo derby’ ha applaudito la squadra perché l’impegno va premiato a prescindere dal risultato.

COSA NON VA. Bicchiere mezzo pieno, quindi, ma anche mezzo vuoto. Se il Livorno ha faticato in casa contro una squadra di bassa classifica un motivo dovrà pur esserci. La disamina tattica di Foscarini è stata chiarissima: «Nel 3-5-2 i mediani Marchi e Venitucci hanno finto per complicare la vita a loro stessi e agli attaccanti perché ingolfavano il centrocampo. E dietro qualche marcatura preventiva è saltata».

Un modo elegante per dire che qualcosa non ha funzionato nelle due fasi. In avanti i rifornimenti per Murilo e Cellini sono arrivati con il contagocce e il bomber fiorentino spesso ha dovuto abbassarsi per ricevere palla. In quella marmellata del centrocampo hanno avuto vita facile i ragazzini del Pontedera, veloci come schegge. A questo si aggiunga l’immancabile pennichella difensiva ed ecco spiegato come sulla ruota amaranto sia uscito il segno X e non l’1. Anzi. Per dirla tutta abbiamo pure temuto per l’imbattibilitá del campo. È ovvio che Foscarini dovrà lavorare soprattutto sulla lettura delle situazioni in difesa perché se vogliamo accampare sogni di gloria non è tollerabile subire gol ogni domenica a prescindere dall’avversario che si ha di fronte.

GLI ALTRI. Infine c'è da fare una considerazione onesta. Signori in questo giochino ci sono anche gli altri e domenica sera il Pontedera ha fatto una gran bella partita. L’ha interpretata in chiave difensiva, ma senza fare le barricate è appena poteva si infilava negli spazi con insospettabile maestria. E se gli avversari giocano bene e ti buttano sabbia negli ingranaggi, non è vergogna non vincere. L’importante è che si faccia tesoro di quanto accaduto. Non è domenica che il Livorno ha buttato via punti. Li ha dilapidati nel balbettante inizio di campionato.

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