Il Tirreno

Livorno

La vecchia Unione s’è desta, Labronica a fatica ma fa otto

Francesco Parducci
La vecchia Unione s’è desta, Labronica a fatica ma fa otto

Livorno, serie C Silver: gli amaranto travolgono anche Pescia, mentre i gialloneri soffrono ma vanno alla cassa

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LIVORNO. Due su due per le livornesi ma, inconsuetamente, è Labronica a faticare di più mettendo a segno l'ottova vittoria consecutiva.

LABRONICA. Fra i gialloneri e l'Oti Valdarno c'è un abisso, sia tecnicamente che in classifica. Ma quando si affronta una partita con soli 5 titolari (oltre a Vaccai si è infortunato anche Melosi) anche la più abbordabile delle trasferte può nascondere qualche insidia. E infatti Labronica soffre, almeno per metà partita. E per la seconda volta in tutto il campionato (la prima fu con Montevarchi) si ritrova anche in un paio di occasioni costretta a inseguire, sia pure di poco. Fortuna che gli uomini residui a disposizione di Bellavista riescono a grattare il serbatoio delle energie (Spinelli e Sollitto in campo 40' su 40') e l'ottava vittoria arriva con un ultimo quarto da vera capolista. Positivo il rientro di Giardini, eccezionale Gigena, capace anche, alla sua età, di tirare giù 16 rimbalzi da assommare ai consueti 23 punti. Ottimo Sollitto che questa volta ha dovuto non limitarsi a far girare la squadra. Limitato dai falli Niccolai.

US LIVORNO. Avviso ai naviganti. La vecchia Unione è tornata, proprio come urlava il presidente Vullo a fine partita. Perché battere Pontedera in casa poteva anche starci, violare il campo di Avenza una reazione d'orgoglio (e l'Us ne ha da vendere) per ribellarsi al periodo nero. Ma seppellire una squadra come Pescia, lasciando che la partita duri solo un quarto è qualcosa di più. Intensità fin dal primo minuto (7-0 il primo strappo), pareggio e sorpasso di Pescia nonostante il temuto Cempini . Ma arriva subito un parzialone di 13 a 0 (34-19) che manda negli spogliatoi a partita quasi archiviata.

Dopo l'intervallo lungo si supera anche il ventello attivo e c'è spazio per tutti, proprio tutti, i ragazzini della panchina, fra cui piace lo smilzo Lenzi. E piacciono ancora di più quelli dello zoccolo duro, Seminara su tutti. Ma Volpi è un gran bel metronomo, Davini sulla via del recupero e Mariani l'ago della bilancia. E che bello vedere in doppia cifra il vecchio Orsini (tre triple): il derby degli over 45 l'ha vinto lui.

 

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