Gioco
Pochi per noi, eppure tanti: Livorno record di presenze allo stadio
Lo zoccolo duro non molla e nessuno nel girone fa più spettatori del Picchi Solo qui la media supera i 4000, e se ora la squadra continuasse a vincere...
LIVORNO. Il vecchio cuore amaranto batte ancora. Stanco, stressato e anche bistrattato dopo la retrocessione dell’anno scorso, però nel petto dei livornesi c’è ancora l’amore per la maglia. Si chiama senso di appartenenza. È quello che non fa abbandonare lo stadio neanche nei momenti peggiori. Lo zoccolo duro dei tifosi del Livorno può anche essere quantificato: in media a ogni partita casalinga degli amaranto, ci sono 4191 sportivi sugli spalti.
PRIMO POSTO. Pensate: dopo i fasti dei primi anni Duemila e il triste ritorno in serie C, quei 4191 innamorati persi del Livorno, quanto a presenze, collocato la tifoseria amaranto al primo posto nel girone. Neanche ad Alessandria – dove vincono sempre e comunque – ci va tanta gente a vedere i grigi. E poco importa che il ‘Moccagatta’ sia uno stadio tascabile. Qui sono in gioco altri fattori: la passione, il legame viscerale dei tifosi con la squadra. In media ad Alessandria ci sono 3837 tifosi. Ancora meno a Cremona (3289). Staccatissimi gli altri.
LA BIG. Il Livorno è considerato a giusta ragione la nobile decaduta del campionato e questo comune sentire viene evidenziato da un altro dato: Viterbese, Siena e addirittura Lupa Roma hanno registrato il record di presenze proprio quando hanno ospitato il Livorno. A Olbia ci ha battuto solo l’Alessandria – già in fuga e quindi con un grande appeal – per ottantasei biglietti in più venduti.
SETTIMO POSTO. Se allarghiamo lo spettro dell’indagine ai tre gironi della Lega Pro, i tifosi del Livorno si assestano su una dignitosa settima posizione alle spalle di tre piazze del sud caldissime (Lecce 12773 tifosi di media, Foggia 9683, Catania 8182) e tre del centro che vantano tradizione e ambizioni: Parma 9999, Reggio Emilia 5243, San Benedetto del Tronto 4258.
Un altro aspetto merita di essere sottolineato. Le sei squadre in questione – forse tranne il Catania che comunque è penalizzato di 7 punti – stanno facendo un signor campionato mentre il Livorno fino a un mese fa balbettava. Il dato sugli abbonamenti, invece colloca gli amaranto al sesto posto (davanti alla Samb).
PIU’ E MENO. Quest’anno il record di presenze c’è stato alla prima giornata con il Racing Roma (4546), quando al basso lignaggio dell’avversario ha sopperito la curiosità del debutto, mentre il flop (3863) è arrivato contro il Prato, curiosamente nel giorno in cui è stata piazzata la prima zampata della rimonta. CORSI E RICORSI STORICI. Sviscerate le cifre, se ci guardiamo indietro e ripensiamo a che cosa eravamo a Livorno quindici anni fa è normale che venga il magone perché il confronto è impietoso. Dal 2000 in poi c’era la corsa al biglietto e al posto allo stadio con il pranzo al sacco e tutti stretti stretti a tifare Protti e i suoi valorosi compagni. L’analisi, però, non può essere così di superficie.
Nei fatti siamo tornati indietro agli Anni Ottanta e Novanta quando si vivacchiava in serie C e lo stadio – fatte salve le prime due o tre giornate – presentava un colpo d’occhio dignitoso. Poi tanti spazi vuoti e poco altro. All’epoca c’era l’abitudine a non vincere. Ora c’è la tristezza di chi ha mangiato al ristorante e ora trangugia suo malgrado pane duro. Eppure in fatto di presenze siamo sempre lì. Basterebbe poco...
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

