Gioco
Rugby, Italia in paradiso E sabato arriva Tonga
Il giorno dopo l’impresa, festeggiamenti con familiari e amici a Firenze Intanto in Sudafrica infuria la polemica contro il commissario tecnico Coetzee
ROMA. Dopo Trump presidente degli Usa, un altro pronostico impossibile è diventato realtà. L’Italia del rugby ha battuto per la prima volta nella storia una nazionale del Big Four, ovvero una delle quattro che hanno vinto il titolo mondiale. “Vittima” della furia azzurra al Franchi è stato quel Sudafrica che la Coppa del mondo l’ha conquistata due volte, nel 1995 quando servì a Nelson Mandela per accelerare il processo d'integrazione della nazione arcobaleno, e nel 2007 in Francia. Quello di nove anni fa fu il Mondiale di Bryan Habana, l'uomo-ghepardo che c'era anche sabato a Firenze e si è ritrovato, suo malgrado, protagonista di un’altra giornata memorabile ma questa volta al contrario, nel senso che ha perso.
Gli azzurri come il Giappone che a Brighton causò la più grossa sorpresa ai Mondiali dell'anno scorso. Tenendo comunque presente che alla fine a England 2015 alla fine gli Springboks furono terzi, e questo accresce ancor di più il valore dell’'impresa degli azzurri (che in tv su DMax hanno fatto il 2,8% di share), che sabato non la finivano di festeggiare, sul campo e poi fuori. Così ieri i giocatori della nazionale del ct Conor O’Shea, dopo le celebrazioni con amici e familiari, hanno fatto due passi in centro a Firenze, «città che resterà per sempre nel nostro cuore», come ha detto ieri Simone Favaro. In tanti, soprattutto i più giovani, hanno approfittato della mattinata della domenica libera per farsi guidare da un cicerone d’eccezione, il pratese Edoardo Gori, con tanto di foto e selfie sotto il Duomo postati sui social. Da oggi, con il primo allenamento a Padova nell’impianto del Petrarca, si comincerà a pensare alla sfida di sabato prossimo contro Tonga. Intanto in Sudafrica infuria la polemica sul ct Allister Coetzee. Nominato pochi mesi fa potrebbe essere già ai saluti. Quegli stessi media che scrivevano che gli Springboks non potevano temere l’Italia «perché è più debole di una rappresentativa di una nostra provincia», adesso sottolineano che il «flop of Florence» è la settima sconfitta su 11 partite dell’era Coetzee. «Gli Springboks toccano il fondo dopo la sconfitta con l'Italia», «Un altro giorno nero per il rugby sudafricano», «Il Sud Africa più in basso di sempre», «Gli Springboks sono in profonda crisi», «Springboks umiliati dall'Italia» sono alcuni dei titoli apparsi sui siti e giornali del Sudafricana. Obiettivo comune delle critiche è appunto Coetzee, il secondo ct di colore nella storia degli Springboks, proprio in un momento in cui il problema delle “quote nere” imposte alla nazionale di rugby è particolarmente sentito e provoca polemiche continue, anche da parte di chi sostiene che allora il Sudafrica dovrebbe creare anche le “quote bianche”nel calcio.
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