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Remondina: «La differenza? Questione di mentalità»

di Tommaso Artioli
Remondina: «La differenza? Questione di mentalità»

PISTOIA. Una vittoria meritata e cristallina. Un risultato frutto del cambio di mentalità e dell’intenso e constante lavoro settimanale del gruppo. Non ha dubbi, l’allenatore arancione Gian Marco...

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PISTOIA. Una vittoria meritata e cristallina. Un risultato frutto del cambio di mentalità e dell’intenso e constante lavoro settimanale del gruppo.

Non ha dubbi, l’allenatore arancione Gian Marco Remondina: «Abbiamo concesso poco e fatto qualcosa in più rispetto alla Viterbese. È una vittoria sacrosanta». Sono tre punti importanti, quelli conquistati dai suoi uomini in casa contro la squadra di Cornacchini senza subire gol. Punti che vanno a sommarsi a quelli altrettanto pesanti strappati la scorsa settimana in trasferta contro il Tuttocuoio, quando la Pistoiese ha saputo soffrire, uscendo dal campo con la porta inviolata. «La differenza – sottolinea Remondina - la fa la mentalità di adesso. Il merito è dei giocatori che sono stati in grado di cambiarla nelle ultime tre partite. Ora sappiamo che per vincere dobbiamo fare fatica, chiudere gli spazi ed essere concreti in attacco. I ragazzi lavorano molto bene durante la settimana: li vedo tirare tutti dalla stessa parte».

Entra nel merito delle scelte iniziali, il tecnico arancione, spiegando i motivi dell’esclusione dall’undici di partenza di Emanuele Rovini, autore della rete del definitivo 2-0 a pochi istanti dal fischio finale. «Quella su Rovini – chiarisce Remondina – è stata una scelta tecnica. E’ un giocatore che apprezzo e stimo molto: dentro l’area è incontrollabile, fuori dall’area ha però bisogno di migliorare ancora. Deve partecipare di più al gioco della squadra. È questo che mi aspetto da lui. Quando entra deve fare la differenza».

Una parentesi, nel dopo partita, il tecnico la dedica anche alla sostituzione di Gyasi, apparso visibilmente contrariato quando, al 57', è stato richiamato in panchina dopo una prestazione sottotono.

«Nessuno vorrebbe mai uscire. Tutti i giocatori vorrebbero giocare 38 partite su 38 in campionato. In Gyasi credo molto e da lui mi aspetto il massimo. Se è uscito significa che non stava dando il massimo. Fondamentale, per Remondina, la gestione degli uomini nel reparto avanzato. In attacco – precisa – Colombo è imprescindibile. Tutti gli altri devono farsi trovare pronti. Il mio lavoro è quello di alternare gli attaccanti e dosare le loro forze».

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