Il Tirreno

Livorno

Caro Livorno, hai capito la serie C

di Alessandro Bernini
Caro Livorno, hai capito la serie C

Grinta, coraggio, faccia tosta e la Pro Piacenza non ha scampo. Terza vittoria consecutiva

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LIVORNO. Ma sì, ci stiamo prendendo gusto. Zitto zitto il Livorno piazza la sua terza vittoria consecutiva e sale al terzo posto in classifica. Quasi incredibile se pensiamo che un mese fa il Livorno sembrava un'accozzaglia di giocatori senza senso, una mediocre squadra di serie C che perdeva a Olbia, che non vinceva 11 contro 9 con l'Arezzo, che navigava a centro-classifica in un mare di depressione.

Non sottovalutate questa vittoria. Perché la Pro Piacenza era la squadra più in forma del campionato con 10 punti nelle ultime 4 partite, un filotto che l'aveva spedita a centro-classifica. E infatti a inizio secondo tempo si è visto che la squadra piacentina ha dei valori, tant'è che ci ha pure messo un po' di paura quando Bazzoffia ha firmato il 2-1 dopo un primo tempo dominato dal Livorno.

LUCI ALL'ARDENZA. Ma questo è un’altro Livorno. Che entra in campo e muso duro e spacca subito la partita con due gol in venti minuti, che rialza subito la testa dopo aver incassato il 2-1, che ci mette la gamba e corre. Ecco, oggi il Livorno è una squadra che sa quello che vuole.

La nostra sensazione è che una svolta sia arrivata anche dall’aver dato le chiavi del centrocampo a Andrea Luci. Finalmente si vede una logica quando riparte l’azione, si vede un regista che fa girar palla, si inserisce e si propone. A tutto vantaggio di chi gioca vicino a Luci ma anche dei due esterni come hanno dimostrato le discese a raffica di Lambrughi e Jelenic nel primo tempo.

Il tutto mentre in attacco Cellini è una garanzia (sempre a segno nelle ultime tre partite) e Murilo cresce a vista d’occhio.

AVANTI COL 3-5-2. Un po' a sorpresa Foscarini se l'è giocata e l'ha vinta col 3-5-2, schierando Ferchichi al posto di Venitucci e dunque abiurando (ma solo per ora, statene certi...) quel 3-4-1-2 provato anche in allenamento. Scelta che si è rivelata vincente perché anche la Pro Piacenza si è messa subito 3-5-2 ma la qualità del centrocampo amaranto (con Luci, come detto, superlativo) era troppo più alta e ben presto proprio lì in mezzo è stato scavato il solco che ha spaccato la partita.

Tatticamente Foscarini è stato poi saggio a rimettere in carreggiata il Livorno dopo la sbandata di inizio ripresa. Tolto Ferchichi (leggerino in fase di contenimento), ha spostato in mezzo Jelenic e inserito Morelli a destra. Certo, l'effetto della mossa è stato amplificato anche dal fatto che Morelli è entrato e sulla prima azione è arrivato il 3-1 di Murilo.

SUBITO ASFALTATI. Fatto sta che la Pro Piacenza è rimasta in partita il tempo di battere una punizione con Aspas e ammirare il volo plastico di Mazzoni per deviare la sfera in angolo. Stop. Nel solo primo tempo abbiamo annotato almeno 5 nitide (ma proprio nitide) palle-gol. La più complicata, per assurdo, è stata proprio quella che ha portato al vantaggio amaranto: un missile terra-aria di Marchi da quasi 30 metri che Fumagalli ha toccato appena. Eurogol.

Il fiume amaranto è straripato subito. Prima un palo sfiorato da Cellini, poi al 21' è arrivato il 2-0 con azione travolgente: tiro di Murilo e palo, Lambrughi il più lesto sulla respinta, assist al bacio per Cellini che si gira e mette dentro. Applausi scroscianti. Ci sarebbe anche stata la possibilità di chiudere subito il conto ma Ferchichi, Jelenic e Gonnelli sono andati solo vicini al 3-0.

LA PAURA E L’ALLUNGO. Il famoso “brutto quarto d’ora” il Livorno l’ha passato a inizio secondo tempo, quando Bazzoffia ha preso il tempo a Borghese andato a mettere dentro la palla del 2-1. Lo sbandamento c’è stato, evidente, ma il Livorno ha comunque stretto i denti.

E quando la pressione stava salendo, gli amaranto hanno trovato il gol del 3-1 con Murilo, una bella mezza girata su sponda di Borghese. Ecco, qui la partita è davvero finita. Poteva arrivare una grandinata di gol se Murilo e soprattutto Cellini fossero stati un pizzico più cinici, ma va bene così. Teniamoci i gol per quando serviranno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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