Il Tirreno

Livorno

A rete con Attanasio: «Dal Tomei alla A2, io libero di sognare»

di Eva Bertolacci
A rete con Attanasio: «Dal Tomei alla A2, io libero di sognare»

Dopo due anni in B è arrivata la chiamata di Aversa «Ora il derby con il mio ex coach Montagnani»

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LIVORNO. È appena cominciata l'avventura di Gabriele Attanasio sul parquet dell'Aversa, squadra che milita nel campionato di Serie A2. Il libero il cui cartellino appartiene alla società dei Vigili del Fuoco Tomei si appresta a vivere una stagione ai massimi livelli: cresciuto nel settore giovanile della società di via Campania, dopo due anni in serie B a Iglesias e a Offida per lui è arrivato il momento del grande salto nella pallavolo che conta. «L’ambiente è ottimo, il livello è molto alto e per me arrivare qui è una soddisfazione che vale doppio. Qui la pallavolo è molto seguita, il pubblico è caloroso e c'è una professionalità al massimo livello. Meglio di così non mi poteva andare».

Gabriele, come sono nati i contatti con la nuova società?

«Dopo l'esperienza dell'anno scorso ad Ascoli in B2 con l'Offida, che andò bene, in estate sono tornato ad allenarmi a Livorno e dissi a Dario (Castelli, diesse del Tomei ndc) che volevo cercare un'altra squadra di livello. Grazie al mio nuovo procuratore Sergio Tunzo mi si sono aperte strade importanti ed è spuntata questa possibilità in Campania: martedì scorso sono venuto qui per iniziare ad allenarmi e ho convinto subito l'allenatore che ha dato il via libera, sicché eccomi qua».

E dopo pochi giorni l'esordio in casa contro Ortona, vinto al tie-break.

«Mi hanno tesserato subito e domenica ero in panchina a sostenere la squadra. Ho beccato subito una partita tosta, piena di emozioni: l'esordio, il trattamento di alto livello e il calore del pubblico, è stato fantastico».

Quali sono gli obiettivi della squadra?

«Arrivare alla salvezza tranquilla prima possibile, l'obiettivo immediato è arrivare tra le prime cinque del girone alla fine dell'andata».

Il ritorno comincerà con un derby particolare...

«Giovedì 8 dicembre affronteremo la Tuscania allenata da Paolo Montagnani, con cui tra l'altro mi sono allenato in estate al Tomei, ci ritroveremo sul campo da gioco come avversari».

Gabriele, come è stato il suo avvicinamento alla pallavolo?

«Ho cominciato a giocare tardi, avevo diciassette anni. Prima nuotavo, poi persi le motivazioni e mi avvicinai alla pallavolo grazie a dei compagni di classe che mi portarono in palestra. Iniziai come schiacciatore, poi diventati libero: per certi versi sono ruoli simili, anche se noi non abbiamo naturalmente un ruolo d'attacco. Da quel momento si può dire che non ho mai smesso, anzi la mia carriera mi ha portato a fare delle rinunce: avevo iniziato Ingegneria biomedica ma ho dovuto interrompere perché non riuscivo a coniugare studi e allenamento».

E adesso la sfida più importante, quella della Serie A...

«Ringrazio nuovamente il mio procuratore e la mia nuova società per questa incredibile opportunità, il mio obiettivo è onorare al massimo l'impegno e farmi trovare pronto quando sarò chiamato in causa».

 

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