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Regali sotto l’albero così il Livorno sogna la rimonta di Natale

di Fabrizio Pucci
Regali sotto l’albero così il Livorno sogna la rimonta di Natale

Il centrocampo è il settore più sguarnito, meglio la difesa in attacco saranno decisive le condizioni di Vantaggiato

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LIVORNO. Rimonta. Ecco la parola più gettonata in casa amaranto. Le due vittorie consecutive ottenute contro Prato e Lupa Roma hanno messo linfa in classifica e aumentato in modo sensibile l'autostima del gruppo. Adesso c'è pure il calendario a strizzare l'occhio al Livorno per cui c'è la possibilità oggettiva di dare seguito agli ultimi due successi. Ad essere tiepidi, per non dire freddi e del tutto in linea con il grigiore di questo novembre sono i tifosi.

Difficile non comprendere il loro stato d'animo dopo le recenti mortificazioni. Eppure un modo per scaldarli ci sarebbe e passa attraverso il consolidamento della rosa. Al Livorno, infatti, manca qualcosa ed è onesto ammetterlo. E se si vuole dare un significato preciso alla parola magica 'rimonta' è opportuno che la società studi fin da ora le strategie del prossimo mercato di gennaio. Per la verità le trattative invernali spesso hanno prodotto flop e delusioni. Alla tradizione negativa quest'anno si aggiunge anche la prolungata assenza di Spinelli - apparentemente sempre più lontano dal pianeta Livorno - che non fa presagire nulla di buono.

Ma qui o si prova a fare le cose perbene o si rischia di mettere le radici in questo maledetto campionato. Per cui cerchiamo di capire che cosa serve al Livorno per trasformarsi - come dice Foscarini - da buona a ottima squadra.

DIFESA. Questo è il reparto più completo perché vi sono tanti giocatori, di qualità e anche molto duttili come il caso di Gasbarro, che nasce centrale e che in questi anni si è adattato con profitto a fare l'esterno. Se non parte nessuno, non ci sarebbe da metterci le mani. Forse si può fare un'eccezione per il ruolo di esterno destro. L'ideale sarebbe prendere un giocatore in grado di interpretare entrambe le fasi: un terzino vecchio stampo, insomma che arrivi anche quasi in fondo dall'altra parte del campo.

CENTROCAMPO. Questo è il reparto che necessita di una mano di vernice fresca. Purtroppo il rendimento di Bergvold - come evidenziato nei giorni scorsi - è stato fin qui inapprezzabile e l'ipotesi che il danese torni a casa a gennaio non è poi così remota. È chiaro che Martin parte, serve un suo sostituto. Non dimentichiamo neanche l'infortunio di Giandonato che riduce l'organico. Impossibile chiedere a Marchi e Luci si spremersi fino a maggio. Ferchichi può sopperire, ma non può far miracoli. In sostanza andrebbe preso un centrocampista.

ATTACCO. Anche qui il Livorno va rinforzato. E per farlo ci vogliono i soldi e non le chiacchiere perché le punte costano e non è il caso di lesinare. Tra gli attaccanti mettiamo anche Venitucci che di lavoro fa il trequartista. Se il modulo che prevede un omino tra le linee è quello che meglio si sposa con le caratteristiche di questa squadra è chiaro che andrebbe trovato un clone di Venitucci in modo da mascherare bene le eventuali assenze dell'ex juventino.

Infine manca un attaccante in grado di attaccare la profondità. Martitato e Dell'Agnello sono rispettivamente la terza e la quarta punta e non possono essere loro a trascinare il Livorno in alto. Cellini è appena rientrato e ha già piazzato tre unghiate. Se Vantaggiato sta si dorme tra sette guanciali, ma se uno tra il Toro di Brindisi e il bomber venuto dalla Spal prende un raffreddore serve un altro giocatore. Con quali caratteristiche? Esperienza e sfrontatezza. È il famoso usato sicuro. Ancora sei settimane e il mercato aprirà i battenti. Sarà il solito pianto oppure il Livorno ci sorprenderà? Lo scopriremo solo vivendo.

 

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