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POCA QUALITÀ IL FUTURO PREOCCUPA

di CORRADO ORRICO
POCA QUALITÀ IL FUTURO PREOCCUPA

di CORRADO ORRICO In molti, dopo la vittoria dell'Italia sul Liechtenstein, hanno parlato di un successo convincente. La Nazionale a me invece non è piaciuta, e in più ritengo la nullità dell'avversar...

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di CORRADO ORRICO

In molti, dopo la vittoria dell'Italia sul Liechtenstein, hanno parlato di un successo convincente. La Nazionale a me invece non è piaciuta, e in più ritengo la nullità dell'avversario un fattore sin troppo lampante per non essere preponderante nelle valutazioni.

Al di là dei gol fatti o di quelli sfiorati, ho notato in casa azzurra una pochezza di valori assai preoccupante per il futuro. Mi pare insomma che sia emersa una mediocrità generale, che deriva dalla mancanza di autentici fuoriclasse. In questa mediocrità il commissario tecnico sta provando a organizzare la squadra con concetti e schemi che ne possano esaltare le peculiarità, ma i limiti tecnici e tattici restano evidenti.

Non si tratta di pessimismo, quanto piuttosto di essere realisti. Fin qui l'Italia ha fatto vedere poco, nel gioco e nei valori. Si fa un gran parlare di ricambio generazionale, di giovani e di meno giovani, ma non è questo il problema. Il problema è che se si pensa alle nazionali del passato emerge ancor più chiaramente la poca stoffa della rappresentativa attuale. I cicli si sono sempre chiusi e aperti, ma una volta i "nuovi" si chiamavano Baggio e Totti (e ancora prima Rivera e Mazzola), giusto per fare alcuni nomi. Temo che oggi, invece, i ricambi non siano all'altezza dei nomi del recente passato.

I più convincenti sabato sera sono stati Romagnoli, difensore con ottima personalità, e la coppia De Rossi-Verratti a centrocampo. I due attaccanti tanto sbandierati dalla critica, invece, non mi hanno convinto: mi sembrano in verità giocatori normali, che poco hanno a che vedere con la nazionale. E non importa che abbiano segnato, di fatto giocavamo contro nessuno.

La statura di questa Nazionale consegna infine una fotografia poco incoraggiante per il movimento italiano: si sta parlando di una rappresentativa, se questo quindi è quanto di meglio sa offrire ora il nostro calcio, significa che ad oggi è davvero poca cosa. Per accertare la caratura dell'Italia basterà comunque aspettare le sfide con le "vere" nazionali. Intanto l'unica speranza per migliorare sta nel lavoro del cittì: Ventura è sempre riuscito a cavare il massimo da giocatori e club di livello medio-basso.

Se una squadra è da cinque, cinque e mezzo, lui la porta al sei meno. Difficile chiedere di più a un'Italia di una pochezza a tratti sconcertante.

(a cura di Giorgio Carlini)

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