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E ora la Germania Ventura scontento: «Era meglio evitarla»

E ora la Germania Ventura scontento: «Era meglio evitarla»

Quella di domani a Milano è un’amichevole, ma di lusso, dunque il commissario tecnico è costretto a sospendere i suoi esperimenti

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VADUZ. Peccato fermarsi adesso. Non ha detto proprio così ma il pensiero del ct degli azzurri Gian Piero Ventura non si scosta molto da questo concetto. Perché l'arrivo dei campioni del mondo a Milano domani, in quella che è considerata una delle partite di cartello del calcio internazionale, stoppa un po’ i “lavori in corso” in casa Italia che, anche se solo per una partita, dovrà tornare all'antico, probabilmente al 3-5-2 di “contiana” memoria, il modulo più consono contro i primi della classe e che la gran parte degli azzurri conosce a menadito.

A Ventura - ci è tornato più volte nel dopo partita («La Germania adesso non ci voleva...») - sarebbe piaciuto avere altri giorni a disposizione per “educare” i suoi giocatori ai nuovi dettami tattici, anche perché, sono parole sempre del ct, «ho trovato grande disponibilità ed entusiasmo nel gruppo. Italia-Germania domani sarà una festa, però considerando il percorso di crescita che abbiamo davanti forse sarebbe stato meglio evitarla». Anche perché, questo non lo ha detto ma è incontrovertibile, dopo l'amichevole di domani se ne riparlerà fra 4 mesi e mezzo, il 24 marzo contro l'Albania, un'altra gara di qualificazione mondiale. La piccola consolazione per Ventura sarà lo stage di due giorni a Coverciano martedì e mercoledì della prossima settimana(giovedì le convocazioni, il ct chiamerà una ventina di ragazzi e pescherà anche in serie B), una sorta di Nazionale sperimentale che nelle intenzioni della Federazione e dello stesso Ventura dovrà essere il serbatoio dove far crescere i giovani talenti, plasmandoli al 4-2-4, il sistema di gioco più adatto a una generazione ricca di esterni d'attacco (non a caso per le gare a Vaduz e Milano ne ha convocati ben 6, oltre ai 6 attaccanti). In Liechtenstein le cose sono andate comunque abbastanza bene e Ventura ha trovato le risposte che voleva. E 24 ore dopo il poker al Principato non resta nemmeno il rammarico di non aver segnato di più: la quaterna degli spagnoli (a +7 sugli azzurri nella differenza reti) contro la Macedonia avrebbe infatti comunque svilito anche l'eventuale goleada azzurra. Pollice su intanto per la nuova coppia d'attacco, Immobile-Belotti, che ha dimostrato di avere voglia, muscoli, corsa e, soprattutto, talento (come ha ben sintetizzato nel raddoppio azzurro con lo splendido assist di testa del “Gallo” per l'attaccante della Lazio). Una sintonia nata ai tempi del Toro, proprio con Ventura allenatore che non ha lesinato benedizioni post-partita: «Si sono mossi bene, si sono trovati. Hanno fatto azioni di pregevole qualità e, soprattutto, hanno fatto gol». Per una Nazionale in cerca d'identità non è poco, anche se a volte manca ancora quell'istinto killer che serve per indirizzare e decidere le partite, come la gare contro Macedonia e Liechtenstein insegnano.

Rientrati in Italia, gli azzurri sono ieri tornati in campo poco dopo le 15, per un allenamento, nel centro sportivo di Milanello, in vista del match amichevole contro la Germania a San Siro. I titolari che hanno giocato al Rheinpark Stadium hanno svolto una seduta defaticante; allenamento vero per chi è rimasto a guardare. Cessato allarme per Eder, colpito duro ad un ginocchio nel finale di gara e alle prese con una seduta di cyclette, mentre Politano è stato costretto ad abbandonare la seduta a causa di un colpo ricevuto alla caviglia sinistra nella partitella. Ventura ha provato a lungo la difesa a tre e il tridente d'attacco per un probabilissimo 3-5-2, con Darmian, Parolo e, forse, Bernardeschi che dovrebbero avere spazio dal 1'.

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di Redazione web