Gioco
San Marco fa volare il Livorno
Cellini stende la Lupa, gli amaranto finalmente mostrano la rabbia giusta per la categoria
Oggi a Roma il Papa chiude la porta Santa, ieri invece la porta (magari meno santa) l'ha sfondata Marco Cellini. Un sinistro nell'angolino su azione, un destro a mezza altezza su rigore, e il Livorno risale ancora in classifica strappando la seconda vittoria consecutiva. Finisce 2-1 ma il gol della Lupa arriva quando il pullman del Livorno era già acceso: palla al centro e game over.
Un Livorno discreto, da 7 in pagella. E ora non iniziamo coi soliti discorsi “sì ma il Prato faceva pena”, “si ma la Lupa Roma è da torta”, perché altrimenti si perde la logica di questo campionato. Siamo in serie C, gli avversari sono questi, senza dubbio ne troveremo anche di più forti ma intanto andiamo alla cassa e ritroviamo tutti un po' di ottimismo. Perché come era giusto bastonare il Livorno quando ha offerto prove indecenti, altrettanto giusto è applaudire la squadra oggi.
UN CELLINI IN PIU'. Niente è casuale nel calcio. Il Livorno ha vinto per due ragioni. 1) Ha affrontato la partita con lo stesso spirito della Lupa Roma, dando battaglia su tutti i palloni, senza mollare un centimetro. 2) A parità di rabbia agonistica, vince quasi sempre chi ha l'uomo che ti fa la grande giocata, in questo caso Cellini. Fino a venti giorni fa mancava tutto questo. Mancava la personalità e mancavano i giocatori che in C possono fare la differenza, alias Cellini, alias Jelenic, alias Vantaggiato. Ne vorremmo aggiungere altri due a questa lista (Luci e Venitucci) ma per ora teniamola come speranza senza gridarlo troppo.
Il gol di Cellini dell'1-0 è stata roba da replay infiniti. C'è stato tutto in quell'azione: la rabbia per rubare il pallone al difensore, l'esperienza per difendere la sfera, la classe per sparare quel sinistro terra-aria. Ci ha messo meno il pallone a infilarsi nel "sette" di quanto ci metterete adesso a leggere il nome del portiere, Svedkauskas.
LUCI SENZA OMBRE. Il reparto che fino a oggi aveva sempre sofferto è il centrocampo. Ieri finalmente siamo stati padroni lì in mezzo e buona parte del merito è di Andrea Luci che da tempo non vedevamo così “dentro” la partita. Mai un pallone buttato via (anche se un paio forse poteva pure gettarli a Ladispoli), tanta qualità al servizio della squadra. Jelenic ha avuto meno spazi ma è stato una presenza, forse c’è stata poca manovra sulle fasce ma va detto che quelli della Lupa stavano spesso in 10 dietro la linea della palla, col solo Mancosu alto per le ripartenze.
POSSESSO PALLA MA... Ecco, forse ci aspettavamo un Livorno un pizzico più brillante nel primo tempo. Il problema è stato passare dalla fase di possesso palla a quella del concretizzare. In Lega Pro le statistiche sono un optional, in questo caso avrebbero certificato un possesso palla del Livorno almeno del 70%. Il guaio è che la ragnatela dei passaggi si esauriva negli ultimi 25 metri, quando c'era da sfondare.
E per assurdo l'occasione migliore della prima frazione l'ha avuta proprio la Lupa in apertura, un lancio lungo per Proia che però ha sparato un sinistro da incubo. Il Livorno c'ha provato con Murilo (tiro da fuori parato) e soprattutto con Luci che al 20' ha avuto la palla buona ma ha aperto troppo il destro.
LA DOPPIETTA. Il rischio che il copione non cambiasse c’era. Ma al quarto d’ora, in uno dei tanti attacchi degli amaranto, è arrivata la giocata d’autore di Cellini. Favolosa.
Lì è stato bravo il Livorno a non arretrare, a continuare a tenere il pallino del gioco in mano. Non è un caso che dopo poco sia arrivato il 2-0 dopo un altro assalto tambureggiante di Jelenic e Murilo che ha portato al rigore per fallo di mano, con trasformazione di Cellini.
Tutto perfetto fino agli ultimi 10’ minuti quando il Livorno ha perso le distanze e anche un po’ di lucidità. Foscarini ha inserito Dell’Agnello per tenere qualche pallone, ma l’attaccante ha rimediato subito il rosso: espulsione fuori luogo, visto che il fallo neanche c’era stato. Fatto sta che il Livorno ha perso altri metri e all’ultimo minuto di recupero è arrivato il 2-1 di Palomuque di testa su angolo. Poco male.
E ora due partite in casa: PoPro Piacenza e Pontedera. Non aggiungiamo altro.
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