Gioco
Don Bosco dilaga, PL esulta sulla sirena
Serie C gold. Sconfitta pazzesca dalla Libertas con un parziale di 13-0 in 60 secondi. E domenica c’è il primo derby
LIVORNO. Vince in assoluta scioltezza il Don Bosco. Vince anche, con l'ormai consueto finale da infarto la Pielle. Resta al palo la Libertas che maledice gli ultimi 5' di gara. E domenica prossima c’è Libertas-Pielle.
DON BOSCO. Poco più che un allenamento, con il risultato messo al sicuro già alla fine del primo periodo. I rossoblu non sbagliano niente se non qualche tiro libero di troppo, Saibene schiera ben 11 giocatori e quello che sta in campo meno di tutti (il baby Graziani) lo fa per 13'. Tutti vanno a tabellino. Difficile chiedere di più a questa partita che mantiene il Don Bosco nei quartieri altissimi della classifica. Resta l'equivoco Pastusena: al di là di quanta veridicità abbiano o meno le voci che lo vogliono in partenza, quando gli viene offerto un minutaggio di rilievo il lettone ripaga in moneta sonante, anche perché uno come lui in questa categoria non può non spostare. Contro Montale sfiora la doppia doppia (9 punti e 11 rimbalzi) in 24' di gioco. Resta il fatto che il Don Bosco più bello e più efficace è quello che corre a mille all'ora, sfruttando la freschezza anagrafica e atletica dei suoi giovani. E lui a andare a mille all'ora non è adatto.
LIBERTAS. Da non credere o quasi. A Ponte a Elsa, sul campo della squadra più in forma finora (una sola sconfitta, di uno e discutibile) la squadra di Pistolesi disputa un'ottima partita, almeno in attacco, forse la migliore delle sei se non fosse per quei 4' finali che definire sciagurati è poco. Mancano, appunto, 4 minuti e spiccioli e i gialloblu volano a + 8 con una tripla di Nesti. Potrebbe, anzi dovrebbe essere l'allungo decisivo e invece accade qualcosa di simile, ma in peggio, di quanto successo il giovedì sera in casa con Lucca. Gioco da 4 punti di Doveri che innesca un parziale di 13 a 0 per i padroni di casa arrivato (è questo l'incredibile) in un minuto tondo.
La mazzata psicologica è fortissima e da lì la Libertas non riesce più a alzarsi mentre Empoli, anche sospinta dall'entusiasmo di casa, continua a volare chiudendo a braccia alzate. Problemi di testa, in tutta evidenza. Di buono resta nelle mani la percentuale di tiro (61% da 2, addirittura 70% da 3, segno che il gioco ci sarebbe e come) e la prima prestazione veramente convincente di Maritano, per la prima volta in stagione in doppia cifra. Libertas comunque, al di là di qualche demerito di natura psicologica, sicuramente penalizzata da un calendario difficile e da qualche botta di sfortuna qua e là, Ma c'è ancora tanto tempo.
PIELLE. I tifosi, sul social, avvertono la squadra: se vorrà continuare ad avvalersi dell'inimitabile tifo biancoblù, sarebbe bene che certi finali di partita non si ripetessero spesso, altrimenti qualcuno fra i più deboli di cuore potrebbe lasciarci le penne.
Quello con Certaldo li batte tutti, almeno dei più recenti. La squadra di Baldini vola a + 13 ma la Pielle rientra una prima volta con un 10-0. Ripartono gli ospiti che si presentano in vantaggio alla volata dell'ultimo tempino (45-48). La zona e un'intensità rara che fa perdonare qualsiasi altra cosa (vedi i 14 punti lasciati sulla linea di tiro libero) rilanciano un parziale di 13 a 0 (58-48) e la Pielle si presenta ancora in vantaggio netto (67-60) quando mancano appena 51".
Ma: apertura baseball di Dell'Agnello (bravissimo nella ripresa dopo metà partita bianca), canestro ospite (67-62), persa di Buzzo (punita dalla tripla di Fimia, 67-65) che rischia di macchiare una partita eccellente con quella e con il successivo 0-2 dalla linea. Insomma, l'ultimo possesso (con il fantasma di quanto successo una settimana prima a Pontassieve) è in mano a Certaldo anche per colpa di un arbitraggio ostile che solo nell'ultimo minuto inverte due rimesse e si guarda bene di fischiare i falli (la Pielle non era ancora in bonus) chiamati da Mori. Per fortuna l'ultimo tiro bianconero non va e sul rimbalzo, mentre cento mani sembrano toccare la palla, arriva la sirena liberatrice.
Anche qualche domenica più tranquilla va bene lo stesso...
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