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Il Pontedera non c’è La Cremonese passeggia al Mannucci

Il Pontedera non c’è La Cremonese passeggia al Mannucci

La squadra dimostra di non avere idee, gioco e carattere A preoccupare è l’assoluta mancanza di unità del gruppo

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PONTEDERA. «Manca lo spirito che ha contraddistinto il Pontedera negli ultimi quattro anni. Non c’è aggressività, non c'è la voglia di andare ad aggredire i nostri avversari. Il problema non è uno o più singoli, il problema è il gruppo. Il gruppo non reagisce, la squadra si esprime molto al di sotto di quello che potrebbe essere il suo standard». Il commento del direttore generale Giovannini nel post partita è la descrizione perfetta del thriller che sta vivendo il Pontedera. Ieri con la Cremonese un’altra batosta: quattro schiaffi a domicilio presi dalla Cremonese. Poco gioco, poche idee, pochissima cattiveria agonistica.

Pugno duro. Giovannini arriva in sala stampa dopo una lunga riunione insieme alla proprietà: oggi giocatori, staff tecnico e dirigenza decideranno come gestire la settimana di allenamenti. Di sicuro, verranno effettuate doppie sedute quasi tutti i giorni. E anche se nessuno vuole pronunciare la fastidiosa parola, i granata quasi sicuramente da domani pomeriggio saranno ufficialmente in "ritiro" per una settimana all'hotel La Rotonda. Nel mezzo, il match di Coppa Italia Lega Pro al Mannucci contro il FeralpiSalò, mercoledì alle 14,30. Sette giorni per capire perché nella mente della squadra non sia ancora scattata la scintilla, come mai non c’è stata ancora una reazione d’orgoglio nonostante le sette sconfitte nelle ultime otto gare. Mister Indiani, comunque, non è a rischio: ieri nel dopo partita la società ha ribadito, ufficiosamente, la società nei suoi confronti.

Zero carattere. Era chiaro fin dalla vigilia che la Cremonese avrebbe messo in seria difficoltà il Pontedera. La squadra dell’ex bomber Scappini è un’altra cosa rispetto ai granata, ma dai ragazzi di Indiani tutti si aspettavano almeno un ruggito di rabbia dopo la beffa col Tuttocuoio di una settimana fa. E invece c'è stato appena un timidi miagolio, nei primi venti minuti, assolutamente incapace di far vacillare le certezze della Cremonese. Che ha fatto sfogare il Pontedera, schierato con un insolito 4-3-1-2, con Della Latta a fare spesso e volentieri addirittura il rifinitore, tenendolo a bada senza troppe difficoltà, e poi lo ha colpito con un destro-sinistro micidiale firmato Belingheri e Salviato, tra il 29' e il 32'. Nella ripresa, poi, il definitivo colpo del Ko. All’11' superlativo Maiorino su calcio di punzione, al 34' il tocco in contemporanea di Polvani e Scappini, letale per Lori. Gli ultimi dieci minuti di gara sono soltanto la snervante attesa del fischio finale, da una parte e dell'altra, con stati d'animo chiaramente opposti. Comunque, che bravi gli uomini di Tesser: organizzati, compatti e cinici. Cinque successi consecutivi. Poche invenzioni e tante cose semplici, fatte bene: Cremonese concreta e bella da vedere.

Caos. Allenatore e dirigenza non capiscono cosa abbia scatenato il blackout della squadra. La sensazione è che in casa granata regni il caos. Dentro e fuori dal campo. Ieri i giocatori sono rimasti fino al tardo pomeriggio negli spogliatoio a colloqui con società e Giovannini. E sul rettangolo verde, più chiara di qualsiasi parola, è stata l'espulsione di Della Latta (calcio all'avversario a palla lontana sullo 0-4) a spiegare la situazione infernale che sta attraversando il Pontedera. E domenica alle 18,30 c'è lo scontro diretto in casa del Prato, l'unica squadra che finora è riuscita a fare peggio dei granata.

Tommaso Silvi

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di Redazione web