La protesta
«Il gol? Dé, dedicato alla mia città...»
La pazza gioia di Morelli per il primo gol. Jelenic: «Grazie per avermi aspettato»
LIVORNO. La liberazione di Jelenic, la favola di Morelli. Ecco Livorno-Prato da un’altra prospettiva, ecco i sorrisi di chi ha spinto gli amaranto verso «l’inizio di un nuovo campionato», come hanno sottolineato entrambi. Il jolly sloveno, con una splendida doppietta, ha infatti dimostrato che ormai l’infortunio è alle spalle, mentre l’ultimo fiore del vivaio ha trovato il primo gol da professionista.
JELE FUORI DAL TUNNEL. L’infortunio al ginocchio destro dello scorso aprile, la sofferenza per la retrocessione vista da fuori, la decisione di restare, la riabilitazione, il rientro e ora questi due gol, nove mesi dopo l’ultima volta (30 gennaio, 1-3 a Brescia). Sì, Enej Jelenic è fuori dal tunnel. Qualcosa si era già intuito nella partita di Coppa Italia, adesso è arrivata la conferma.
«Sono contento per la doppietta e soprattutto per la vittoria – ha spiegato – abbiamo avuto una grande reazione. In settimana abbiamo parlato molto, ci siamo compattati e finalmente sono arrivate delle risposte. Abbiamo giocato ad alti livelli, siamo stati aggressivi e concentrati per 90 minuti. La mia condizione? Non sono ancora al 100%, ma sto crescendo. Ringrazio il mister per avermi aspettato e caricato in questi mesi».
E ora l’obiettivo è quello di continuare su questa strada. «Certo, per il nostro campionato questa era una sorta di ultima spiaggia. E da qui alla fine saranno tutte ultime spiagge, visto il ritardo dalle prime».
MORELLI SEGNA E SOGNA. «Dè, sono livornese e questo gol è per la mia città».
È ancora emozionato, Gabriele Morelli. L’urlo per il primo centro amaranto è rimasto dentro per oltre un anno, da quando gli venne annullato con il Pescara al debutto assoluto tra i big. E ieri l’ha sprigionato dopo aver polverizzato la fascia destra. «
Sto iniziando a mettere a fuoco quello che è successo – ha raccontato – quasi non ci credo… Lo dedico anche ai miei genitori, che sono sempre stati al mio fianco. Ma comunque la cosa più importante era vincere, rialzare la testa e rimettere le cose in chiaro».
Poi una speranza per il futuro. La stessa speranza che si tengono nel cuore un po’ tutti i tifosi. «Abbiamo tutte le carte in regola per fare una striscia di vittorie, scalare la classifica e riprendere l’Alessandria. D'altronde siamo il Livorno e abbiamo l’obbligo di riportare questa maglia dove merita».
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