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Il Franchi è un tabù: la Fiorentina in casa non sa più vincere

di Brunella Ciullini
Il Franchi è un tabù: la Fiorentina in casa non sa più vincere

L’ultimo successo interno in campionato è del 18 settembre La Viola dura un tempo: Bernardeschi illude e Muriel pareggia

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FIRENZE. Un’altra occasione persa. Un’altra notte di rimpianti e fischi per la Fiorentina che dura un solo tempo, per poi spegnersi nella ripresa quando la Sampdoria pareggia con Muriel lo strano gol di Bernardeschi siglato nei primi 45 minuti (all’inizio il tocco era sembrato di Astori) e rischia di portarsi a casa i tre punti. Ma non ci riesce e alla fine dovrà accontentarsi dell’1-1, come pure deve fare la Fiorentina che continua a rinviare l’appuntamento con la vittoria interna in campionato: l’ultima risale al 18 settembre, all’1-0 con la Roma. Da allora quattro pareggi di fila, contro Milan, Atalanta, Crotone e appunto Samp.

Un rendimento che sta facendo masticare amaro la società (Andrea Della Valle ha lasciato lo stadio senza parlare) e i tifosi che non a caso, dopo aver sostenuto Kalinic e compagni fino al 90’, si sono sfogati con bordate di fischi. «La gente paga e può fare quello che vuole, però non li meritavamo. Si fischia una squadra che non si batte e non si impegna, ma non è il nostro caso», ha detto Bernardeschi a segno davanti al commissario tecnico Ventura, con cui da oggi si allenerà a Coverciano, al quarto gol in campionato dopo il rigore a Udine e la doppietta a Cagliari.

Firenze, però, guarda la classifica. Che è grigia e anonima. Ed è delusa: perché se da una parte in coppa la squadra fila via (ma Sousa, come alibi della stanchezza accusata nella ripresa, ha parlato del peso degli impegni di coppa del giovedì), dall’altra in campionato fatica ed è discontinua. E così la zona Europa dista ben cinque punti. Tanti, troppi. E dire che nel primo tempo la Fiorentina era parsa quella devastante di un anno fa: difesa corta, gran pressing, gioco sulle fasce, tante occasioni create prima e dopo il sigillo di Bernardeschi, compreso un gol annullato a Kalinic per fuorigioco. Poi però il vistoso calo, coincidente con il pari di testa di Muriel lasciato “libero” da Gonzalo Rodriguez. Il capitano viola ha cercato di riscattarsi poco dopo, ma Puggioni ha compiuto un miracolo e subito dopo ha fallito clamorosamente davanti alla porta. Pure Tatarusanu è stato pronto a sventare alcuni affondi della Samp, soprattutto al 94’ sul gran tiro di Praet dalla distanza. Un pericolo sventato che non ha risparmiato i fischi dei tifosi viola sulla propria squadra e su Sousa che, al contrario di Giampaolo, non ha azzeccato i cambi, togliendo incisività ed equilibrio alla formazione. Già, Giampaolo: l’anno scorso alla guida dell’Empoli fermò il tecnco lusitano a Firenze sul 2-2, dopo aver rischiato di vincere e al ritorno lo sconfisse al Castellani per 2-0. Ieri gli ha imposto questo pareggio carico di rimpianti. Il tutto dentro un match che si è giocato nonostante la bomba d’acqua che si è rovesciata su Firenze in tarda mattinata e introdotto dagli striscioni della curva Fiesole in omaggio «a chi ha spalato fango e pulito le opere d’arte» nel ricordo del 50° anniversario dell'alluvione.

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