La protesta
Gli ex Antonini e Tavano per ora... sono un flop
“Ciccio” dopo la doppietta in Coppa ha segnato una sola rete in campionato, male anche l’ex Milan
LIVORNO. Sul fondo della classifica, in crisi da inizio stagione e capace di vincere solo una volta. E con due ex amaranto in grandissima difficoltà. Anzi, irriconoscibili rispetto a un paio di anni fa.
È il Prato di Francesco Tavano, che fin qui ha colpito solo una volta in campionato, e Luca Antonini, un fantasma come nei sei mesi amaranto. Dovevano essere le stelle di una squadra in grado di sorprendere tutti, invece si stanno rivelando due flop clamorosi e ovviamente sono finiti sotto accusa, con conseguenti esclusioni dai titolari. E la sconfitta di domenica scorsa, in casa con la Lupa Roma, ha confermato tutti i problemi dei biancazzurri, con Malotti incapace di dare la svolta dopo l’inizio da incubo con Acori.
“CICCIO” NEL TUNNEL. Solo due anni fa, a pochi mesi di distanza dalla straordinaria promozione dalla serie B, segnava in A ed era una delle certezze dell’Empoli. Poi l’addio, una stagione negativa ad Avellino e la decisione di ripartire dalla Lega Pro, dove tutti pensavano di trovarsi davanti a un bomber da 20 gol. Invece i 37 anni sulla carta d’identità si stanno facendo sentire e adesso Tavano, che domenica sarà sicuramente fischiato dalla curva amaranto, è entrato in un vero e proprio tunnel.
La doppietta di agosto in Coppa Italia (4-1 esterno alla Pistoiese) aveva soltanto illuso i tifosi del Prato, perché poi il rendimento non è stato all’altezza e l’ultima rete risale addirittura a due mesi fa, sempre agli arancioni ma in campionato (2-2). Sì, la serie A, i tempi d’oro di Empoli e anche i gol con il Livorno sono ricordi lontanissimi.
CROLLO INFINITO. Anche Antonini, a Prato, sta deludendo tutti. E pensare che fino a qualche anno fa sentiva la musichetta della Champions dal campo… Rapido e vertiginoso, esattamente come per Tavano, il suo crollo.
L’addio al Milan e l’illusione di aver trovato una nuova casa a Genova, poi la rottura, l’Ascoli, altri problemi e la retrocessione con il Livorno. E ora un inizio da horror con il Prato, prima – e forse anche ultima – tappa della sua carriera. Il ruolo? Ala da giovane, terzino per necessità a San Siro e ora a volte centrale per limiti nella spinta. Due crolli incredibili, insomma, ma purtroppo in linea con la recente storia amaranto.
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