Italia
La Coppa serve solo per le lacrime
Un brutto Livorno fatto fuori da una Carrarese imbottita di giovani: neanche un gol in 120’, poi sono fatali i calci di rigore
LIVORNO. Finisce con i giocatori della Carrarese a esultare sotto la curva con i 6 tifosi ospiti. In questo flash c’è tutto. Il resto è la malinconia di un Livorno triste, grigio, senza gioco, che non regala segnali di vita. Preoccupante, molto preoccupante.
Vince ai rigori la Carrarese, senza rubare assolutamente nulla. E pensare che mister Danesi ha schierato una squadra quasi di bambini: Foglio 31 anni, Marabese 23, poi tutti gli altri under 21 con punta dell’iceberg Yuri Amico che di anni ne ha appena 18. Di fronte a questa rappresentativa del liceo, il Livorno doveva salire in cattedra anche solo come atteggiamento. Invece niente.
Udite udite: il primo tiro in porta del Livorno è arrivato al 32’ del secondo tempo con Jelenic. È vero, poi nei supplementari ci sono state due occasioni clamorose (Murilo ha sbagliato un gol che avrebbe segnato anche il custode), ma il piatto piange lo stesso. Soprattutto sotto il profilo del gioco. Il contrario della Carrarese, che comunque ha mostrato un’identità tattica precisa, con difesa solida e ripartenze organizzate.
Non regge neanche l’alibi dei tanti giocatori fuori condizione o al rientro. Perché quelli scesi in campo, anche fossero stati al 50% della condizione, dovevano bastare per battere questa Carrarese. Il problema ci pare più profondo. E anche Foscarini adesso deve dare un segnale perché è evidente che Spinelli non ha speso, è evidente che Ceravolo ha sbagliato qualche giocatore, ma è altrettanto evidente lui oggi non sta tirando fuori il meglio da quello che ha a disposizione. Così come questi giocatori possono e devono dare di più.
I 500 eroi che si sono presentati allo stadio meritavano spettacolo migliore. E non certo per colpa della Carrarese. Gli ospiti la loro partita l’hanno fatta, tant’è che nel primo tempo l’unico tiro in porta è stato di Bastoni, respinto da Falcone. Il Livorno è caduto subito nell’anonimato, con un centrocampo dove soltanto Jelenic ogni tanto si accendeva, mentre davanti Dell’Agnello era ai margini e Vantaggiato ha tenuto su qualche pallone e poco altro.
Anche nel secondo tempo è cambiato poco. Falcone ha dovuto subito respingere un bel tiro di Del Nero, poi buon per il Livorno che al 12’ Calì è quasi svenuto da solo quando ormai era davanti alla porta senza avversari intorno, perdendo il pallone. Foscarini dal 4-3-1-2 è passato al 4-4-2, poi ha provato a mettere dentro forze fresche in attacco inserendo prima Murilo e poi Cellini. Qualche progresso c’è stato, ma sempre per iniziative personali come i due tiri di Jelenic parati da Contini, mentre la Carrarese è rimasta sempre ben organizzata in mezzo e dietro, senza paura di ripartire quando si presentava l’occasione. Anzi, agli ospiti almeno 2-3 volte è mancato solo l’ultimo passaggio, altrimenti abrebbero potuto chiudere la partita anche prima. Fatto sta che lo 0-0 non si è schiodato e siamo andati ai supplementari.
Qui, altro pianto amaranto e gol desaparecido. Clamoroso l’errore di Murilo dopo appena 2’ messo solo davanti alla porta da Cellini (tiro alto) mentre al 120’ esatto Cellini in contropiede ha avuto la palla giusta ma è stato bravo Contini a deviare in angolo col piede.
I rigori non avrebbero cambiato di una virgola il giudizio della partita. Ma potevano essere almeno una tisana per il Livorno. Macchè. Gli errori di Luci e Jelenic sono stati fatali, e così anche la Coppa Italia (come il primo posto in campionato) è già andata. Il guaio è che qui siamo appena a inizio novembre.
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