Italia
Foscarini sempre in cerca di un gioco e di certezze
Il pareggio di Viterbo permette di lavorare un po’ meglio, ma serve di più Manca un’idea tattica, troppi giocatori sono dei rebus e davanti scappano
LIVORNO. L’ottimista vede opportunità in ogni pericolo, il pessimista vede pericolo in ogni opportunità. Lo sosteneva Churchill, uno che qualche battaglia l’ha combattuta... Le nostre battaglie, con il Livorno, sono meno nobili (sempre che esiste battaglia nobile, ma ne dubitiamo) ma il concetto di ottimismo dobbiamo farlo nostro. Non c’è alternativa. Perché o si prova a guardare il bicchiere mezzo pieno, oppure si va davvero in depressione.
Che dire del punto di Viterbo? Prendi, incarta e porta a casa, si dice in questi casi. Foscarini ha visto segnali di crescita, a noi qualche dubbio resta. Il gioco ci sembra un optional, la manovra ti ricorda una di quelle marmitte che scoppiettano e ti fanno andare il motore a scatti. Fai 200 metri, ti sembra di essere partito, poi ti fermi di nuovo.
E qui si entra nel solito tunnel. Spinelli non ha messo insieme una grossa rosa perché non ha speso, ma con quello che c’è a disposizione si potrebbe far meglio? Il nodo è questo. Se la risposta è “no” si scagiona Foscarini da qualsiasi colpa e ci si mette l’anima in pace preparandoci a una stagione anonima. Se la risposta è “sì”, allora giusto chiedere al tecnico (ma anche ai giocatori) qualcosa in più.
La nostra idea? La squadra ha dei limiti strutturali (amplificati dagli infortuni) però qualcosa in più si può fare. Soprattutto c’è bisogno di un’idea tattica chiara che probabilmente al momento non c’è.
Il problema poi è che le certezze sono poche. Di sicuro è una certezza Luca Mazzoni, di sicuro sappiamo cosa possono dare Lambrughi e Luci, anche Cellini quando starà meglio, Gasbarro che ci sembra in crescita, Gonnelli che però è un centrale e ora deve fare il terzino destro, Marchi che è un corridore e il suo lo fa sempre. E vogliamo metterci anche Murilo, che sta crescendo e non ci dispiace per niente.
Gli altri? Venitucci è bravo ma sono più le partite che ha saltato di quelle che ha giocato, Vantaggiato lo aspettiamo a gloria, Jelenic idem, Bergvold purtroppo al momento non sembra dare garanzie agonistiche, gli altri viaggiano sempre tra alti e bassi, da Borghese a Rossini, da Giandonato a Maritato (quando c’era), da Toninelli a Dell’Agnello fino a Ferchichi che pure ha qualità. Teniamo fuori da questa lista Morelli perché a nostro parere il ragazzo ha doti importanti e va gestito bene: non dimenticatevi che è un ’96.
Insomma, la verità è che siamo alla vigilia della 12a giornata e il Livorno è un cantiere aperto. Davanti sono scappati. Oggi gli obiettivi devono essere due: dare un’identità a questa squadra, ed entrare nei playoff possibilmente da buona posizione. Bisogna crescere non poco per centrarli entrambi.
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