Il Tirreno

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ROSSONERI» UNA VITTORIA SFUMATA

di Luca Tronchetti ; di Luca Tronchetti ; di Luca Tronchetti

La nebbia, la disposizione tattica votata esclusivamente al contenimento predisposta dall’ex tecnico Fulvio Pea e il portiere Fumagalli, in versione superman e autore di almeno tre interventi...

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La nebbia, la disposizione tattica votata esclusivamente al contenimento predisposta dall’ex tecnico Fulvio Pea e il portiere Fumagalli, in versione superman e autore di almeno tre interventi miracolosi, costringono la Lucchese a un pari pieno di amarezza e rimpianti. Netta la differenza tra le due compagini con gli ospiti a fare la partita e i padroni di casa rintanati nella loro trequarti e incapaci di rendersi pericolosi dalle parti di Nobile preferito al rientrante Di Masi. Cos’è mancato a Nolè e compagni per conquistare i tre punti? Probabilmente la capacità di alzare il ritmo sin dall’inizio. Visto che nella prima frazione i rossoneri con indosso la maglia giallo fosforescente, pur mantenendo l’iniziativa, giocano senza aggressività e si adagiano al passo compassato dell’avversario. Una squadra ben disposta dietro e in mezzo la Pro Piacenza, ma assolutamente incapace di imbastire trame di gioco efficaci in fase offensiva tanto che la proprietà è corsa ai ripari ingaggiando Musetti ex Parma e trattando l’ex doriano Pozzi. Quando nella ripresa i rossoneri toscani aumentano i giri del motori e nell’ultima mezz’ora costringono gli emiliani ad alzare le barricate, ci pensa l’esperto Fumagalli a difendere il fortino tenendo inviolata la porta. Il numero uno di Pea dapprima con una deviazione con la mano di richiamo respinge l’inzuccata di testa nell’area piccola di De Feo. Poi si distende su un colpo di testa di Forte e infine respinge con il corpo la conclusione di prima a botta sicura di Fanucchi ben servito da Merlonghi all’altezza del dischetto.

Tra luci e ombre. Serviva una vittoria per restare in zona playoff. Non è arrivata per la cronica assenza dell’istinto del killer in zona gol. Ma la squadra ha comunque dimostrato di poter conquistare un posto al sole (dal sesto al decimo) a patto che la società faccia il suo dovere e che la situazione di crisi possa rientrare. Ci sono comunque giocatori - Martinez e Fanucchi su tutti - che nel rapporto costi-benefici non stanno rendendo come era paventato alla vigilia. A dicembre il ds Antonio Obbedio dovrà essere abile a ridurre un organico decisamente generoso piazzando 6-7 elementi in sovrannumero.

Linea verde. È piaciuta la costanza di rendimento dei giovani. Nobile, 20 anni, in porta si sta dimostrando una sicurezza. Non prende gol da due partite e sta maturando la giusta esperienza per poter diventare un protagonista con la maglia rossonera. Anche Maini, 21 anni, rispolverato dopo la partita di Pontedera, non ha dato scampo all’esperto Pesenti mentre là davanti De Feo e Terrani sono ormai delle certezze. Senza dimenticare il ventenne Florio entrato nel finale per problemi fisici, ma sicuramente un titolare a tutti gli effetti. La Lucchese non può prescindere dal minutaggio e 4-5 under 22 in campo dovranno essere schierati sempre per ottenere quei contributi federali fondamentali per le finanze rossonere.

Lega Pro anacronistica. Al di là della prestazione della Lucchese, il presidente Gravina e chi dirige la Lega Pro ci deve spiegare come si fa a giocare a fine ottobre alle 18,30 in Val Padana evitando la nebbia. Un agente atmosferico che condiziona, e non poco, i ventidue in campo, l’arbitro, i suoi collaboratori, i tecnici e soprattutto gli spettatori. Era proprio impossibile giocare alle 14,30?

Il calendario. Considerando la penalizzazione (due punti) oggi la Lucchese sarebbe fuori dalla zona playoff. Ma adesso il calendario viene in soccorso ai rossoneri con due partite interne (Viterbese e Renate). Banchi di prova importanti per capire sin dove può arrivare la squadra di mister Galderisi.

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