Il Tirreno

Livorno

Mazzoni salva il Livorno (e Fosca)

di Alessandro Bernini
Mazzoni salva il Livorno (e Fosca)

Ancora troppi errori in difesa, ma il punticino in trasferta tiene a galla gli amaranto

3 MINUTI DI LETTURA





VITERBO. La paura, quella vera, che ti squarcia il cuore e ti fa sentire impotente, resta addosso a lungo e si scarica un po’ solo quando alle 17.30 il pullman lascia Viterbo, teatro di un risveglio da incubo per la scossa di terremoto. L’altra paura, quella sportiva, leggera e classica, figlia di chiunque fa sport, scivola via a 20’ dalla fine quando Mazzoni para il rigore di Invernizzi e consente al Livorno di tornare a casa almeno con un punto.

FOSCARINI RESISTE. Al di là delle dichiarazioni ufficiali, quella parata di Luca Mazzoni finisce anche per salvare la panchina di Foscarini. Dubitiamo che Spinelli avrebbe digerito un’altra sconfitta, anche se il presidente farebbe bene a non scaricare sempre sugli altri le colpe di questo campionato per ora anonimo del Livorno.

Non è stata una gran partita. La squadra ha giochicchiato come al solito, non ci sono stati lampi o segnali di una svolta ormai dietro l’angolo. Resiste l’alibi delle assenze, perché ancora mancano Vantaggiato e Venitucci, mentre Cellini e Jelenic sono in cerca della condizione. La speranza è che l’attacco al completo possa dare linfa a un gioco che oggi non sboccia.

GLI ERRORI. Purtroppo però il Livorno continua a non sfruttare i piccoli-grandi vantaggi che gli concedono o che si costruisce. Abbiamo ancora negli occhi l’ultima mezzora di Livorno-Arezzo in 11 contro 9, ma anche ieri quel vantaggio conquistato con Murilo andava difeso meglio.

Invece errori anche banali hanno rovinato tutto. Tra l’altro errori di giocatori anche esperti, gente come Rossini o Lambrughi, non ragazzini gettati in campo per necessità.

STESSO MODULO. A livello tattico, Foscarini stavolta ha deciso di giocarsela senza cambiare schema, dunque riproponendo il 4-3-1-2 visto contro l'Arezzo. Ma con due novità sostanziali: la prima in difesa dove Gasbarro ha preso il posto di Borghese (dunque con Lambrughi ancora esterno), la seconda in attacco con Cellini titolare al posto di Dell'Agnello. Mossa interessante quella di Ferchichi trequartista, come lunedì scorso: il ragazzo ha confermato di saperci stare in quel ruolo anche se gli manca ancora la capacità di fare la scelta giusta quando arriva al limite dell'area, magari in un 3 contro 3. Situazione andata in scena per ben tre volte ieri.

MEGLIO IL PRIMO TEMPO. Meglio comunque il primo tempo, anche perché nella ripresa la Viterbese (squadra quadrata ma niente di che) è passata al 4-3-3 creando non pochi problemi alla nostra difesa.

Invece a inizio match il Livorno aveva concesso poco o niente alla Viterbese, solo un tiro dal limite di Neglia sul quale era stato bravo Mazzoni.

Per carità, non che il Livorno avesse asfaltato la metàcampo della Viterbese. Però alla prima vera occasione, gli amaranto avevano colpito: bravo Murilo a credere in un pallone lanciato da Giandonato che sembrava perso , sfruttando poi una mezza frittata tra il difensore Scardala e il portiere Iannarilli.

I RISCHI. Come detto, a inizio ripresa la Viterbese è passata al 4-3-3 inserendo Invernizzi e il Livorno ha iniziato a perdere metri. Senza neanche sfruttare le praterie che si potevano aprire con le ripartenze.

Il guaio è che il gol è arrivato da un’altra dormita. Un fallo laterale sul quale nessuno è andato a chiudere, da cui è scaturito un cross per Neglia che (marcato male da Lambrughi) ha avuto il tempo di piazzare la palla e firmare l’1-1. La “piena” della Viterbese ha continuato ad abbattersi sul Livorno: prima Mazzoni ha salvato su Diop, poi Rossini sulla linea ha evitato un gol già fatto di Invernizzi, infine quasi alla mezzora è arrivato il calcio di rigore a favore della Viterbese per un banalissimo fallo di Rossini su Diop. Buon per il Livorno che Mazzoni, col piedone di richiamo, sia riuscito a parare il tiro dello stesso Invernizzi perché poi risalire la corrente sarebbe stata dura. In tutta questa rumba, il Livorno si è fatto pericoloso solo con una girata di Cellini respinta dal portiere. Un po’ poco.

Meglio insomma prendere il punto e tornare a casa. Sperando, per il bene che vogliamo al Livorno, di non dover vivacchiare così ancora a lungo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web