Gioco
«Non entriamo allo stadio dedicato a Filippo Raciti»
L’annuncio choc degli ultrà dell’Aglianese prima del derby a Quarrata
AGLIANA. Non entrare allo stadio perché non è gradito il nome al quale è intitolato. Nel calcio italiano, e quello toscano nella fattispecie, succede anche questo ed andrà in scena domenica prossima. Non siamo in Serie A, ma addirittura nel campionato di Promozione e la partita in questione è il derby fra Quarrata Olimpia ed Aglianese, sfida che non si disputa da tantissimi anni ma che non si porta dietro certo accese rivalità.
Il problema, se così lo si vuole chiamare, sorge perché lo stadio di Quarrata è intitolato a Filippo Raciti, l'ispettore di polizia ucciso nel febbraio 2007 a seguito degli scontri che si verificarono all’esterno dello stadio “Massimino” in occasione del derby Catania-Palermo, una partita ad altissima tensione.
Da lì ad un mese la città di Quarrata fu la prima in Italia ad intitolare una propria struttura, nella fattispecie lo stadio, a Raciti ed alla cerimonia partecipò anche tutta la famiglia dell’ispettore con in testa la moglie Marisa Grasso.
Un fatto, quello quarratino, che non va giù al gruppo Ultras dell'Aglianese.
«Nella trasferta di Quarrata non entreremo dentro lo stadio - scrive il gruppo Ultras Agliana che in questi anni, fin dalla fine dell’avventura dell'Aglianese in C2 negli anni d'oro con Max Allegri, ha sempre seguito i colori neroverdi anche in Terza Categoria - perché non condividiamo l'intitolazione dello stadio a Filippo Raciti. Noi pensiamo che sul fatto accaduto quel 2 febbraio 2007 sia stata coperta molta verità, e tutt’oggi ci sono persone a Catania, in particolare “Speziale”, che ancora stanno scontando una pena senza vere e proprie prove. Non ci dimentichiamo le ultime parole riportate dalla vedova Raciti, dicendo che le persone dovrebbero stare a casa a guardare le partite alla Tv e che gli stadi dovrebbero essere chiusi. Noi tutto questo non lo faremo: seguiremo la nostra squadra in ogni stadio, in ogni città e ovunque vada, ma per la partita di domenica resteremo fuori dallo stadio e da fuori la sosterremo, com’è giusto che sia».
Gli Ultras aglianesi, quindi, si vedranno il match dall’esterno: basterà sistemarsi sulla collinetta adiacente gli spogliatoi dell’impianto ed il gioco sarà fatto.
«Come società - spiega il direttore sportivo dell’Aglianese Fabio Ciatti che parla a nome del sodalizio neroverde - rispettiamo qualsiasi decisione presa da chiunque ha a cuore le sorti dell'Aglianese, in questo caso dagli Ultras, perché ognuno è libero di fare quel che vuole. Di sicuro, come società, non vogliamo entrare in questioni politiche o di vicende giudiziarie che non ci riguardano: la nostra unica preoccupazione è quella di preparare al meglio la partita di Quarrata andando in campo per vincere». Anche perché, proprio per pensare al calcio giocato, l’Aglianese dopo aver vinto la prima categoria lo scorso anno è la grande favorita per aggiudicarsi anche la Promozione e volare in Eccellenza. Del resto, quando hai gente come Federico Tosi, De Gori, Marzierli e altri non puoi che pensare in grande.
In classifica, il Quarrata ha sei punti (una sola vittoria in sei giornata, e tre pareggi), mentre l’Aglianese è seconda a quota 14 (4 vittorie e 2 pareggi, è ancora imbattuta), dietro al Lanciotto (16 punti). Fra i due centri della provincia di Pistoia, pochissimi chilometri: appena 6,2, una dozzina di minuti in macchina secondo Google Maps. Una piccola distanza geografica, ma una distanza enorme dal punto di vista delle opinioni (almeno da parte degli ultras dell’Aglianese) sulla tragica morte di un agente deceduto mentre era al lavoro.
Saverio Melegari
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