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Rotto pure Maritato starà fuori un mese

Fabrizio Pucci
Rotto pure Maritato starà fuori un mese

Livorno, martedì si è allenato Vantaggiato ma per Viterbo il toro di Brindisi non rientrerà 

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LIVORNO. Caparezza direbbe che siamo fuori dal tunnel del divertimento. E non abbiamo neanche l’aria di quelli che stanno per rientrarci. A questa squadra, al di là dei suoi limiti, non ne va bene mezza. Lunedì avevamo appena certificato il ritorno in squadra di Marco Cellini dopo un mese di assenza per via di un guaio muscolare, che stessa sorte è capitata a Maritato all’alba del match con l’Arezzo.

LUNGO STOP. L’attaccante calabrese si è fermato dopo una decina di minuti ed è uscito con una smorfia di dolore. Ieri non si è allenato e questa mattina sarà sottoposto agli accertamenti del caso. L’ipotesi più probabile è che il ragazzo di Calabria si sia procurato uno stiramento. Né più né meno lo stesso malanno che ha tenuto fuori Cellini dal quale ha ricevuto il testimone in una virtuale staffetta tra attaccanti bersagliati dalla sfiga. Se la diagnosi dovesse essere confermata, per Maritato si profila uno stop di almeno un mese.
I danni della tegola caduta sulla testa degli amaranto, sono in parte state attutiti dal ritorno in gruppo di Vantaggiato che ieri è tornato a lavorare con i compagni. Resta difficile pensare che il Toro di Brindisi possa giocare a Viterbo, ma il ‘Vanta’ ha compiuto un altro passo avanti sulla strada del pieno recupero. Detto questo, l’ennesimo infortunio muscolare, non può che chiamare di nuovo in causa la preparazione estiva che evidentemente non è stata ben digerita dai giocatori.

SERATA NO. La preoccupazione per le condizioni di Maritato non ha fatto passare sotto traccia il brutto pareggio casalingo con gli amaranto di Sottili. La squadra è finita sotto accusa per la pessima gestione della doppia superiorità numerica. Roba che peggio di così fu vista a Lumezzane proprio 18 anni fa quando gli amaranto di Nicoletti in 11 contro 9 subirono al 90' il gol del pareggio. Ma neanche lunedì - quanto a orrori - non si è stati da meno.

La squadra ha provato a dare ampiezza al gioco, ma lo ha fatto senza un briciolo di lucidità. A quel punto non si poteva che vincere. E non farlo sarebbe stato imbarazzante. E per un gruppo con un tasso di personalità bassino, forse anche quella pressione è stata insopportabile. Poi però c'è anche la tattica. E allora viene da mangiarsi le mani a pensare che si è giocato 26' con quattro difensori senza che Borghese andasse - per tempo e non al minuto 93 - a fare il centravanti aggiunto. Adesso però - come ha detto Lambrughi - c'è da voltare pagina e pensare alla Viterbese: avversario scorbutico e dalla difesa d'acciaio.

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di Redazione web