Il Tirreno

Livorno

Caro Livorno, ma come si fa?

di Alessandro Bernini
Caro Livorno, ma come si fa?

Quasi mezz’ora in 11 contro 9 ma non si va oltre il pareggio, gestito malissimo il finale

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LIVORNO. Un pareggino. Ino, ino, ino. Ma non perchè noi siamo fenomeni e l'Arezzo scarso. È un pareggino perché il Livorno ha giocato gli ultimi 20 minuti (anzi, 25 con il recupero) in 11 contro 9, sbagliando un po' tutto: l'atteggiamento, la tattica, la logica. Stavolta i limiti della squadra c'entrano poco, i giocatori per vincere la partita c'erano eccome. E invece il Livorno non è andato oltre un paio di tiri, un palo di Gonnelli e una marea di palloni giocati senza un senso.

E così una partita che poteva segnare il rilancio del Livorno, si trasforma nella più grande delle occasioni perse.

QUEI 20 MINUTI. Dicevamo che non ci ha convinto per niente il Livorno degli ultimi 20 minuti, quelli giocati in 11 contro 9. A parte che ci sarebbe piaciuto vedere più furore agonistico, ma anche tatticamente serviva altro. In pratica siamo rimasti con 4 centrali difensivi puri: perché Lambrughi e Gonnelli avranno anche provato a spingere, ma sempre centrali restano. Solo al 90' Borghese ha preso e se n'è andato a giocare punta, spostando Gonnelli al fianco di Rossini. Ferchichi e Luci erano davvero i giocatori da togliere?

La cosa assurda è che siamo rimasti per almeno un quarto d'ora con sei uomini sempre dietro la linea della palla.

SENZA ATTACCO. Ancora una volta sono venuti a galla tutti i problemi di un attacco spesso impalpabile. Stavolta Foscarini ha iniziato con Maritato-Dell'Agnello, coppia che già in passato aveva dimostrato scarsa compatibilità. Cellini? In panchina perché non ancora pronto. Murillo? In panchina per punizione dopo il rigore calciato a Siena, che invece spettava a Maritato.

Dopo meno di 20' Maritato ha fatto crack, l'ingresso di Murilo ha portato un pizzico di brillantezza in più. Ma per la difesa dell'Arezzo sono stati pizzicotti, mai pugni in faccia.

MEZZO TIRO IN PORTA. Il primo tempo è stato piatto, monocorde, giocato quasi a scacchi tra Foscarini e Sottili che hanno invertito ali e mezzali come fossero giocatori del Subbuteo. Ma le occasioni da rete sono rimaste un optional. Il Livorno si è visto con un bel pallone di Giandonato sul quale non è arrivato Murilo per pochi centimetri, l'Arezzo ha replicato con un contropiede di Yamga chiuso con un diagonale finito largo. Tutto qui.

LE SCINTILLE. La partita si è accesa d'improvviso intorno al quarto d'ora, senza nessun segnale che lasciasse presagire le scintille. A sbloccarla tutto ciò che non ti aspetti ovvero un cross dalla destra di Gonnelli (che mai era salito) e un colpo di testa di Dell'Agnello (che mai si era reso pericoloso) con deviazione forse fatale. Ma purtroppo il vantaggio è durato il tempo di dare una pacca sulla spalla al vicino di posto perchè l'Arezzo ha trovato il pari sfruttando un calcio piazzato: punizione di Foglia, palla sul palo, ma il più veloce è Yamga che da due passi firma l'1-1.

Felicità, angoscia e speranze si sono mixate nel giro di pochi istanti come si faceva un tempo coi dischi. Perchè dopo il pari, l'Arezzo è rimasto addirittura in 9: prima espulso Sirri per fallo su Ferchichi, poi rosso diretto anche a Moscardelli per proteste sempre sulla solita azione.

Insomma, il Livorno si è trovato a giocare in 11 contro 9 gli ultimi 20 minuti. Doveva asfaltare l’Arezzo e invece ha fatto harakiri. Come si fa...

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