Gioco
IL DERBY AL PORTA ELISA
LUCCA. Bastano il bomber Francesco Forte e due tiri in porta in quarantacinque minuti per liquidare un Prato ancora convalescente e che dovrà lavorare sodo, magari ricorrendo anche al mercato, per...
LUCCA. Bastano il bomber Francesco Forte e due tiri in porta in quarantacinque minuti per liquidare un Prato ancora convalescente e che dovrà lavorare sodo, magari ricorrendo anche al mercato, per uscire dai bassifondi della classifica. Dopo l’immeritato passo falso di Como, la Lucchese riprende a correre e rifila tre reti nel derby con i lanieri. Una sfida che al Porta Elisa i rossoneri non vincevano da sei anni. Lo fanno nel giorno in cui mister Galderisi è costretto a rinunciare a cinque titolari - oltre al lungo degente Di Masi, manca l’infortunato Mingazzini, il febbricitante De Feo e gli acciaccati Terrani e Florio - che incidono enormemente sul piano del gioco e della manovra. Sino alla rete del raddoppio infatti la formazione di casa disputa la peggior partita interna della stagione. Con il Prato che agevola il compito ai ragazzi di Nanu palesando tutta la sua pochezza là davanti che logicamente si traduce nell’ultimo posto in classifica. Se il tecnico Malotti non recupera in fretta Ciccio Tavano sono dolori perché nessuno degli avanti biancazzurri inquadra la porta. Inoltre nella sfida la differenza di età balza subito agli occhi: Lucchese in campo con un solo under 22 (Nobile), Prato con sette (Melgrati, Romano, Danese, Di Molfetta, Sowe, Checchin e Ogunseye) diventati otto dopo 13 minuti per l’infortunio occorso al centrale Martinelli sostituito da un ragazzo di 18 anni (Marie Sainte).
Zona playoff. Per la prima volta la Lucchese piomba nella parte sinistra del tabellone, in quella zona playoff che le spetta di diritto per le prestazioni disputate a metà del girone d’andata. Da quando i rossoneri sono tornati in Lega Pro, mai come in questa stagione la squadra appare competitiva: ben costruita, ben guidata e con una panchina lunga. Forse persino troppo, tanto che a gennaio almeno 4-5 elementi potrebbero andar via. E proprio la panchina lunga determina la terza vittoria stagionale di Nolè e soci, seconda consecutiva sul terreno amico. Un rotondo successo che non deve illudere nessuno.
Super Forte. Il mattatore del derby è Francesco Forte autore della doppietta decisiva e salito a quota 8 nella classifica cannonieri, bomber principe in solitaria del girone B. Un suo diagonale da 20 metri dopo 12’ e uno splendido colpo di testa in torsione, consentono alla Lucchese di mettere le mani sul match. Anche gli scettici devono ricredersi sulle doti tecniche di questo attaccante dimenticato troppo in fretta dai grandi club e che a Lucca ha l’occasione di un rilancio in grande stile. Prima di quel diagonale, che rompe gli equilibri e che va ad infilarsi sotto la traversa anche con la complicità dell’incerto Melgrati, il Prato si è mosso bene chiudendo gli spazi e facendo capolino in area rossonera.
La reazione. Il Prato reagisce, ma combina poco al di là di una parata di Nobile su testa di Ogunseye. La partita non decolla e la Lucchese smette di giocare. Senza Terrani e De Feo mancano velocità e vivacità. Anche il contropiede viene utilizzato a corrente alternata. A 4’ dal termine della prima frazione ci pensa Forte a mettere in ghiacciaia il derby con un gran colpo di testa.
Ripresa alla camomilla. Nel secondo tempo ti attendi una reazione del Prato e invece è la Lucchese padrona del campo che con Merlonghi, il neo entrato De Feo e Bruccini va vicinissima al terzo gol. Rete che il barbuto mediano realizza a 3’ dal termine con una conclusione al volo di sinistro dal vertice dell’area di rigore che s’infila all’incrocio dei pali. Un eurogol degno di altri palcoscenici.
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