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Livorno

Pesca subacquea, Poggioli è super e conquista l’Èlite

Andrea Masini
Pesca subacquea, Poggioli è super e conquista l’Èlite

Livorno, Roberto è un "Sampei" degli abissi: 30 anni (team Omer), con il quarto posto ottenuto al campionato italiano si è qualificato tra i grandi

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LIVORNO. La città di Livorno scopre il suo Sampei degli abissi: si tratta di Roberto Poggioli, 30 anni (team Omer), che attraverso il quarto posto ottenuto al campionato italiano di qualificazione (Seconda Categoria) a Taranto è entrato nella classe Elite dei pescatori subacquei italiani: «Per 5 giorni abbiamo studiato il campo gara - spiega - nonostante la criticità delle condizioni meteo che hanno reso l'acqua torba e meno lineare la fase di preparazione che consiste nel segnare i punti gps da utilizzare poi in gara».

Avventura in salita, dunque, per il livornese che dopo aver analizzato diverse aree in compagnia del barcaiolo (e grande amico) Francesco Lippi, si è tuffato per la prima battuta raccogliendo 9 saraghi, un dentice e una murena: «Pescato valido per la seconda posizione provvisoria, mentre l'indomani ho avuto maggiori difficoltà: ho preso 3 pesci ma uno, purtroppo, è stato scartato per il peso (nel regolamento è previsto un minimo di 400 grammi). Fa parte del gioco, e per fortuna non è andato ad incidere sul punteggio finale, ovvero un bellissimo quarto posto (su 47 totali...) che mi permetterà di scontrarmi con i migliori pescatori italiani».

Poggioli non sta nella pelle, è al settimo cielo: «Fin da piccolo ho seguito le orme di mio nonno - confessa - che mi ha trasmesso la passione per questo sport, facendomi amare e rispettare il mare. Salire in Prima Categoria è un'emozione indescrivibile, sarò l'unico a rappresentare Livorno e la Toscana, e soprattutto perché in pochi mesi ho perso entrambe le nonne e la dedica è tutta per loro, oltre che per mio nonno. La pesca sportiva richiede sacrifici, bisogna dedicare molto tempo all'allenamento; una volta sott'acqua il livello di concentrazione deve mantenersi sempre al massimo, altrimenti si rischia di gettare al vento mesi e mesi di lavoro».

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