La protesta
Inter che caos: prima il ko, poi minacce a Icardi
Il capitano assediato sotto casa dagli ultras sarebbe stato salvato dal portiere del condominio
MILANO. Un gol e mezzo di Melchiorri e l'Inter va ko. Pensate il "povero" Icardi, subissato di fischi, dileggiato dagli striscioni e dai cori per quel che ha scritto su un libro, quando sullo 0-0 ha sbagliato un rigore, mandando la palla fuori: gli è caduto il mondo addosso. Ma i tifosi non hanno infierito, almeno allo stadio. Poi in serata si sono presentati davanti a casa dell’argentino con fare minaccioso. Un caso che potrebbe portare alla cessione di Maurito, forse all’Arsenal.
L'Inter ha giocato nel primo tempo quasi a una porta contro un Cagliari ben chiuso. Nella ripresa è stata salvata dalle parate di Handanovic e ha segnato con Joao Mario dopo una bella combinazione con Perisic. Ma Melchiorri ha pareggiato su una azione ingarbugliata e oltre i difensori: gol convalidato per un tocco di Murillo. Sia l'Inter che il Cagliari hanno avuto la possibilità di vincere, ma è stato Melchiorri, con la decisiva deviazione di Handanovic, a segnare il gol del successo.
Per l'Inter (un punto in tre partite, il secondo flop casalingo consecutivo dopo l'1-1 col Bologna) un'altra delusione. Il tecnico nerazzurro aveva confermato gli uomini che si erano battuti bene a Roma, pur perdendo. L'Inter non è riuscita a dare continuità ai risultati. Così non va. Con Ventura in tribuna e gli striscioni e i cori contro Icardi (scrittore maledetto dai tifosi nerazzurri) come contorno, l'Inter ha rischiato inizialmente su colpo di testa di Ceppitelli che ha sfiorato l'incrocio, poi ha attaccato a tutto spiano. Ma solo con cross e traversoni dalla fasce (Candreva e Perisic) che molto spesso sono finiti preda di Storari o dei difensori del Cagliari.
Dopo un destro di Candreva fuori, al 24' a palla lontana Rizzoli (giudice di porta) ha richiamato l'attenzione di Valeri (arbitro centrale) su una botta al viso di Bruno Alves a Icardi: il direttore di gara ha decretato il rigore. Icardi ha tirato fuori, basso, alla sinistra di Storari. Il Cagliari ha continuato a difendersi, l'Inter ad attaccare.
Nella ripresa la sequenza dei gol. All'11', Joao Mario ha aperto sulla sinistra su Perisic che gli ha restituito la palla al centro dell'area, il tiro del portoghese non è stato trattenuto da Storari e lo stesso Joao Mario, in scivolata ha anticipato il portiere sardo, segnando. Ma al 25' il Cagliari ha pareggiato con un tacco e poi di piede di Melchiorri, in posizione dubbia, ma considerata buona per un tocco di Murillo. A una manciata di minuti dalla fine il gol del 2-1.
Il caso Icardi. Un episodio del 2015 rischia di interrompere bruscamente la carriera da capitano nerazzurro di Mauro Icardi a pochi giorni dal generoso rinnovo contrattuale ottenuto dal giocatore. La popolarità dell'argentino - che scopre di avere contro anche i dirigenti dell'Inter pronti a sanzionarlo - crolla a San Siro sotto il peso degli insulti scagliati dagli ultras che gli chiedono di restituire la fascia di capitano. Icardi, nella sua biografia, rivela un retroscena legato al dopo partita di Sassuolo-Inter quando a fine gara lancia la sua maglia a un bambino. La casacca, secondo la ricostruzione dell'attaccante, gli viene però brutalmente strappata dagli ultras. Tanto basta a scatenare la reazione di Icardi. «Pezzo di merda fai il gradasso e prepotente con un bambino?», dice l'attaccante. Poi, si legge nel libro, i dirigenti nerazzurri lo mettono in guardia dalle possibili reazioni del suo atteggiamento. Icardi non si fa intimidire e minaccia: «Sono pronto ad affrontarli uno ad uno. Forse non sanno che sono cresciuto in uno dei quartieri sudamericani con il più alto tasso di criminalità e di morti ammazzati per strada. Quanti sono cinquanta, cento, duecento? Va bene, registra il mio messaggio e faglielo sentire: porto cento criminali dall'Argentina che li ammazzano lì sul posto, poi vediamo». Parole forti che scatenano la curva Nord. Gli ultras pubblicano sul loro sito un comunicato: «Icardi con noi hai chiuso. Togliti la fascia. Pagliaccio». Una rottura senza appello.
In serata, la contestazione ha avuto una coda con un tentativo di aggressione dei tifosi. Una quarantina di ultras interisti si sono appostati davanti alla casa di Icardi e hanno aspettato il suo rientro dopo la sconfitta con il Cagliari, esponendo uno striscione con la scritta «Noi ci siamo, quando arrivano i tuoi amici argentini ci avvisi o fai da infame?». Gli ultras avrebbero attaccato l'auto dell'attaccante argentino. Icardi sarebbe stato salvato dall'intervento del portiere del condominio, membro di una cooperativa di sicurezza, che si sarebbe presentato fuori dal condominio «con una pistola in bella vista».
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