Toscana
vela»IL PERSONAGGIO
LIVORNO. Rio sembra lontana anni luce... un'Olimpiade che nelle intenzioni di Francesco Marrai avrebbe potuto andare meglio, soprattutto alla luce del Test Event vinto nell'estate del 2015. Ma i...
LIVORNO. Rio sembra lontana anni luce... un'Olimpiade che nelle intenzioni di Francesco Marrai avrebbe potuto andare meglio, soprattutto alla luce del Test Event vinto nell'estate del 2015.
Ma i Giochi sono tutta un'altra cosa: l'aspetto psicologico, l'avvicinamento alla gara che vale un quadriennio, le condizioni meteo che fino al giorno prima non sai che tipo di spiacevoli sorprese possono riservarti. Variabili che fanno parte del pianeta vela e che non hanno permesso al velista labronico di entrare nel Main Event a cinque cerchi. Batosta difficile da digerire? Nemmeno per sogno.
E infatti, una settimana fa, Marrai ha conquistato il suo quinto titolo italiano nel golfo di Gaeta, sede del campionato per le Classi Olimpiche (470 M ed F, Laser Standard e Laser Radial, Nacra 17, 49er, 49er FX, RS:X M ed F, Finn e nella paralimpica 2.4 mR.) organizzato dalla Federazione Italiana Vela e dal Circolo Nautico Caposele con il supporto della IV Zona FIV.
«La regata è stata più complicata del previsto - confessa Francesco, per la quinta volta sul tetto d'Italia nel Laser Standard davanti a Giovanni Coccoluto e Marco Gallo - faticosa a causa delle condizioni meteo avverse. Solitamente la gara si svolge in una finestra di 3-4 ore, mentre a Gaeta siamo stati costretti a stare in acqua anche dalle 10 alle 17, quattro giorni su quattro. Nonostante ciò, abbiamo concluso 5 prove sulle 8 previste dal programma e alla resa dei conti è arrivata la vittoria. Il campionato italiano Assoluto è una rassegna alla quale tengo in modo particolare, vincerlo fa sempre un certo effetto».
«Malgrado non fossi molto allenato - aggiunge Marrai- ho deciso infatti di partecipare ugualmente. Insomma, tutto è bene quel che finisce bene. Generalmente gli Assoluti vengono considerati come l'ultimo atto della stagione - in tal caso quella olimpica - ma io li considero più una chiave di volta, il principio del quadriennio che fra 4 anni sfocerà nell'Olimpiade di Tokyo. E partire così, da campione italiano, non può che essere di buon auspicio e stimolante per tuffarmi nella preparazione invernale».
Insomma, neanche il tempo di gustarsi questa splendida vittoria che già si guarda avanti.
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