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Mattoni, Milan e ora Livorno Dietro alla trattativa spunta la famiglia Ferrari
Ecco il nome e i retroscena di chi sta provando ad acquistare la società In prima linea c’è la figlia Emanuela, che già aveva bussato a Spinelli
LIVORNO. Adesso finalmente c’è un volto. Un nome. Un cognome. Ed è questa la grande novità dopo che per anni abbiamo assistito a troppe trattative-fantasma. La partenza della “due diligence” ha tolto una prima patina di mistero, adesso il quadro è ancora più chiaro: il tentativo di acquistare il Livorno Calcio porta la firma del gruppo edile che fa capo alla famiglia Ferrari, con in prima linea la figlia Emanuela.
CHI SONO I FERRARI. Piccola premessa. Qui non siamo a fare valutazioni economiche ma a darvi la notizia di chi sta trattando il Livorno. Le verifiche sulla consistenza del gruppo dovrà farle Aldo Spinelli, e magari anche l’Amministrazione (sempre che non le abbia già fatte).
La famiglia Ferrari opera nel settore edile in Lombardia, si occupa di costruzioni soprattutto nella zona di Monza, della Brianza, ma ha interessi anche a Milano e nel suo hinterland.
Come detto, la trattativa per l’acquisto del Livorno è portata avanti in prima persona da Emanuela Ferrari, figlia del capo-stipite dell’impresa, che peraltro non è un nome nuovo.
EMANUELA E SPINELLI. Già, perché in estate la Ferrari aveva già fatto un pensierino (e qualcosa in più) all’acquisto del Livorno. I suoi legali avevano bussato alla porta dei legali di Aldo Spinelli, ma la trattativa si era arenata sul nascere per una serie di problemi non legati (questo va detto) a Aldo Spinelli.
La Ferrari comunque non aveva arrestato la sua voglia di entrare nel calcio e si era gettata sul Lecce. Trattativa che sembrava andata in porto con l’ingresso in società col 30% delle quote, ma poi saltata per questioni “sportive”. Ma di questo parliamo nel dettaglio nella pagina a fianco.
L’AMORE PER IL MILAN. Nata a Brescia ma residente a Milano, Emanuela Ferrari e la famiglia sono stati parte attiva anche in alcune iniziative di partnership con il Milan, riguardanti soprattutto il settore giovanile e una serie di campus per ragazzi in Lombardia.
LA CITTADELLA E IL LIVORNO. Famiglia di costruttori, dicevamo. Uno dei timori che avevamo, è che la trattativa per l’acquisti del Livorno avesse un cordone ombelicale impossibile da tagliare con la Cittadella dello Sport. Per intenderci, c’era il rischio di trovarsi un imprenditore interessato solo ai lavori che, una volta fatto cassa, salutava tutti. Come successo nel basket. Per non parlare dei tempi tecnici necessari per poter far partire gli eventuali lavori alla Cittadella.
In questo caso la storia sembra diversa. Perché comunque la famiglia Ferrari aveva già fatto un tentativo questa estate a prescindere dai lavori. Poi è chiaro che l’ipotesi di poter essere protagonisti anche di un progetto di edilizia, possa incentivare ancora di più. Ma non può essere l’unica ragione.
LA TRATTATIVA. Prima di far uscire il nome sul giornale, vista la presenza di un “patto di riservatezza”, abbiamo naturalmente contattato indirettamente i legali del gruppo Ferrari. Questo per non creare intralci nella trattativa.
Come detto in questi giorni partirà la due diligence, cioè la verifica dei bilanci e dei conti. Un passaggio obbligato che viene fatto su richiesta di chi è interessato all’acquisto. Non ci aspettiamo sorprese da questo passaggio, perché i bilanci di Aldo Spinelli sono cristallini. Era appena il luglio del 2015 quando l’agenzia di rating Standard & Poor’s ratificò come i bilanci del Livorno Calcio fossero i migliori in assoluto in Italia, addirittura al 12° posto in tutta Europa davanti a top-club con fatturati e entrate enormemente maggiori rispetto alla società amaranto.
La sensazione insomma è che si arriverà all’offerta. Probabilmente a cavallo tra novembre e dicembre. Nel frattempo naturalmente anche Aldo Spinelli avrà il tempo per verificare la solidità degli interessati, ne ha tutto il diritto. Anche perché, lo ricordiamo, Spinelli comunque risponderebbe in sede penale per 5 anni di eventuali inadempienze della società alla quale ha venduto. Parliamo di ipotesi, naturalmente.
Tra l’altro anche la Figc, dopo il caso-Parma, ha istituito una struttura interna per il controllo e la verifica di chi acquista una società professionistica di calcio. Dunque di controlli ce ne saranno abbastanza.
I tempi comunque sono quelli che vi abbiamo anticipato ieri. Entro la fine della settimana i commercialisti della famiglia Ferrari dovrebbero ricevere tutti i documenti dal Livorno Calcio, poi serviranno 3-4 settimane per analizzarli. La decisione se formulare un’offerta oppure no, è attesa quindi tra fine novembre e inizio dicembre. C’è tutto il tempo per non sbagliare le mosse. Da parte di Spinelli e da parte dei Ferrari. Basta che sia per il bene del Livorno Calcio.
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