Il Tirreno

Livorno

Labronica doc sotto gli occhi di Posar

Serie C Silver. Il mitico Stelio premiato durante il match, disco rosso per l’Us

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LIVORNO. Nella prima di C Silver, Labronica sul velluto con Viareggio mentre all'Us non basta l'orgoglio: al PalaCosmelli la spunta Arezzo.

LABRONICA. Una salutare sgambata, poco di più. Il debutto casalingo dei gialloneri è qualcosa di travolgente, con Viareggio annichilita da un secondo quarto stellare (30 a 14, Giardini super) che manda all'intervallo lungo con la partita già in cassaforte e consente di dedicarsi senza brutti pensieri alla toccante cerimonia (magistralmente condotta da Alessandro Cirinei) del premio alla carriera di Stelio Posar con tanto di ritiro della storica maglia Cama. Ricordi, vecchie glorie in campo, un po' di inevitabile commozione prima di lasciare di nuovo il proscenio a quelli di oggi (sei in doppia cifra per Labronica), anche se la partita ha ormai dato il meglio di sé.

La buona notizia è il rientro di Sollitto (sia pure con minutaggio ridotto) il che consente a Bellavista di allungare le rotazioni là dove erano più problematiche, cioè in cabina di regia.

La palestra di via Pera ribolle di tifo, partecipazione e entusiasmo e la sensazione è che sia già cominciato un lungo duello a distanza con S.Vincenzo (anch'esso vincente con divario amplissimo) che sarà probabilmente il leit motiv di tutta la stagione.

US LIVORNO. Al debutto in campionato un'Us generosa ma azzoppata dalle assenze pesanti di Bettini e Vukich deve arrendersi alla Sba Arezzo, cui il PalaCosmelli evidentemente porta bene visto che qua nella stagione scorsa venne a battere la Pielle che stava attraversando un ottimo momento. Punteggio finale bugiardo e troppo penalizzante per gli amaranto, in partita fino a 2 minuti dalla fine e che erano riusciti, dopo aver sempre inseguito tolto l'effimero 6-0 iniziale, a chiudere in minimo vantaggio il terzo quarto grazie a un'invenzione di Seminara (47-46). Ma nell'ultimo periodo la vecchia Unione (dopo averne subiti appena 9 nel precedente) incassava 30 punti, cifra irreale per una squadra che sa difendere come quella di Caverni. Segno che il serbatoio delle energie, con le rotazioni ridotte, era ormai vuoto. Magari il giovane e atletico Ghezzani avrebbe potuto giocare qualche minuto in più, ma non è questo che avrebbe cambiato le cose. Nessun dramma, comunque. Questo deve essere chiaro.

(f.p.)

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di Redazione web