Toscana
Ancora contestato Spinelli. Che non c’è
Striscioni e cori dalla Curva Nord, e stavolta dalla tribuna non arrivano fischi
LIVORNO. Paganti 666, il numero del Diavolo. E già questo potrebbe bastare per descrivere il clima avvelenato di ieri all’Ardenza. Spalti vuoti e chiara contestazione al presidente Spinelli annunciata da un lungo striscione firmato Curva Nord: “Spinelli: dove ci hai preso ci hai riportato. Zero entusiasmo, il tuo tempo è terminato”. Come dire: medaglietta al collo per quello che hai fatto, stretta di mano, ma ora basta.
CORI E SILENZIO. Con tali premesse era inevitabile che la curva intonasse qualche coro offensivo all’indirizzo del patron. E infatti il primo dei tanti “vaffa” recapitati al pres è arrivato quando la partita aveva vissuto appena i suoi primi quaranta secondi di gioco.
A quel punto, in altri tempi, una parte dello stadio si sarebbe dissociata, sommergendo con i fischi quei cori di offesa. E invece per la prima volta in questi anni di progressivo scollamento tra tifosi e società, la tribuna – storico “covo” della parte più spinelliana della tifoseria - è rimasta in silenzio. Da quel settore non si è levata una controprotesta. E quello della tribuna è stato un silenzio-assenso assordante che ha nei fatti avallato la presa di posizione della parte più estremista degli sportivi.
Spinelli, però di quei cori, forse non ne ha sentito nessuno. Di sicuro non dal vivo perché anche ieri alla sua postazione allo stadio ha preferito il divano di casa e le telecamere di sportube.
SOLO PER LA MAGLIA. Nel secondo tempo, dopo un paio di “torna a Genova” e qualche pericolosa ripartenza del Renate, dalla curva si è levato il classico “il Livorno siamo noi” perché giocatori, presidenti e giocatori passano, mentre a restare sempre fedeli alla linea sono i tifosi. E da quel momento per almeno cinque minuti è stato intonato l’inno amaranto, lo storico “Baldi e fieri venite o compagni” con brividi annessi. Un attaccamento commovente all’ideale del Livorno reso ancora più toccante dallo spettacolo desolante offerto dal campo.
IL FINALE CON LA SQUADRA. Nell’ultimo quarto d’ora il Livorno però ha alzato i ritmi del motore e allora la curva ha alzato il livello dei decibel per sostenerlo. Quando Maritato ha trasformato il rigore da tre punti, le tremila anime presenti sugli spalti hanno esultato e dopo la fine della partita, quando la squadra è andata sotto la curva per festeggiare il successo, è stata salutata dagli applausi perché la vittoria ha sempre il potere magico di mettere d’accordo tutti. Ma non i tifosi con Spinelli. Per quello c’è ancora tempo. O forse non c’è più tempo.
Fabrizio Pucci
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