Gioco
L’Atletica Livorno è in serie A ma che sfortuna nella finale
Il velocista Antongiovanni si strappa sui 100 metri, squadra da rivoluzionare nelle staffette e squalifica assurda per il marciatore Barattini: i biancoverdi si piazzano al 12° posto in Italia
LIVORNO. Ancora un fine settimana molto intenso, quello passato, per le nostre società impegnate con le finali nazionali dei campionati di società Allievi e Allieve e con la finale dei campionati toscani di società Ragazzi e Ragazze in attesa dell'ultimo evento a livello nazionale con i tricolori per regioni riservati alla categoria Cadetti e cadetti. Ma andiamo per ordine e partiamo dagli under 18 dell'Atletica Livorno che erano riusciti ad assicurarsi l'ultimo posto disponibile per la finale Serie A “Oro” in programma a Bergamo dove sull'impianto "Francesco Putti" si sono esibiti 430 atleti-gara in rappresentanza di 24 squadre, 12 maschili e 12 femminili, le migliori a livello nazionale.
Una impresa che l'anno scorso era sfumata a causa di un regolamento che aveva premiato unicamente il migliore piazzamento della squadra che aveva concluso la fase regionale con lo stesso punteggio dei nostri in canotta bianco verde. Questa volta, invece, la missione era stata compiuta dall’Atletica Livorno: rientrare nei primi 12 club in Italia non è certamente cosa di poco conto, in una finale che assegnava lo scudetto Allievi. Già la conquista della finalissima “Oro” poteva essere considerata appagante dopo una stagione combattuta e intensa. Ma i ragazzi guidati nella trasferta dal coordinatore tecnico Fabio Canaccini ce l'hanno messa proprio tutta cercando di coprire più gare possibili e di sopperire a qualche assenza nel tentativo di riuscire a guadagnare qualche posizione rispetto al 12° posto di ingresso, ma alla fine - soprattutto per colpa della sfortuna - non sono riusciti in questa impresa.
La prima nota sfortunata è infatti arrivata nella prima fase della competizione, andata in scena sabato: Andrea Antongiovanni, velocista in grande forma, si infortunava nella prova dei 100 metri (guai muscolari) e doveva arrendersi senza tagliare il traguardo. L’Atletica Livorno ha quindi dovuto inventare di punto in bianco una staffetta 4x100 con Del Corona, Bianchini, Signorini e Pellegrini: senza affiatamento, il terzo cambio viene sbagliato con conseguente squalifica della squadra livornese. Un altro zero punti è arrivato dalla prova di Fabio Barattini, squalificato da giudici fin troppo fiscali nella marcia.
Nonostante tutte queste avversità il sodalizio presieduto da Marco Marsi ha combattuto con grande orgoglio, come si è visto nella staffetta 4x400 chiusa al 9° posto con l’ottimo tempo di 3’36”66 (Di Napoli, Del Corona, Denza, Bianchini), e comunque il 12° posto in Italia merita un applauso.
Individualmente un altro passetto in avanti è stato compiuto di Giacomo Bianchini che nei 400 piani ha chiuso in 51.49 al quinto posto, stesso piazzamento per Diego Paolini nel peso con metri 13.36, mentre per Fabio Denza un discreto sesto posto, sia negli ostacoli alti e sia sul giro di pista, rispettivamente in 15.10 e 57.44. Persona best per Michele Del Corona con 24”19 in quei 200 che è stato chiamato a correre per il ko di Antongiovanni. bene il lanciatore Mirco Colia, che centra il primato personale sia nel martello che nel disco (dove supera i 40 metri). Ottavo posto per Federico Di Napoli nell’asta.
Contemporaneamente in quattro sedi per un totale di 96 squadre si sono svolte le finali B dei campionati di società: per quanto ci riguardava la nostra attenzione ricadeva su quella in programma a Firenze nell'Asics Firenze Marathon Stadium per il gruppo Tirreno (in precedenza doveva svolgersi a L’Aquila, ma problemi organizzativi hanno costretto a cambiare sede in extremis).
In campo maschile quelli della Libertas con 14 gare all'attivo su 17 si collocavano in undicesima posizione (partivano dall'ottavo posto con cui si erano qualificati: primo posto per il Cus Parma ma per gli amaranto sono da registrare il secondo posto di Federico Quinti nei 110 a ostacoli dove scaturiva per lui il nuovo personale con 15.44 (quinto il giorno successivo nei 400 HS in 59.75, mentre Matteo Guido andava a vincere i 5 km di marcia (solo due i partenti) in 28.55.78. Primato personale per Leonardo Chiappe che nei 1.500 ha corso in 4’24”03. Due personali per Marco Ghelli nel disco e nel giavellotto.
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