Gioco
Livorno, ancora uno spreco Murilo non basta a far festa
Doppietta del baby brasiliano, ma la difesa amaranto continua a fare acqua La Giana si prende il punto grazie all’ingenuità di Lambrughi: rosso e rigore
INVIATO A GORGONZOLA. Non avrà il sapore intenso del gorgonzola, ma questo pareggino riempie abbastanza la pancia e si lascia digerire bene. Per due ragioni. 1) Il Livorno l’ha conquistato giocando quasi mezzora in 10 contro 11 per l'espulsione di Lambrughi. 2) Arriva alla fine della miglior partite del Livorno sotto il profilo del gioco, quantomeno in fase di pericolosità offensiva (molto meno in difesa). Poi è chiaro, il Livorno se viene a Gorgonzola e non domina, c'è qualcosa che non torna. Ma il problema non è in questa squadra quanto nel modo in cui è stata allestita. Oggi il Livorno è questo e c'è da essere contenti perché sono arrivati dei segnali di crescita importanti sotto il profilo del gioco, con un giocatore nuovo e importante come Murilo Mendes. Ripetiamo: piccoli segnali, ma oggi questa è la situazione.
Sotto il profilo della pericolosità offensiva, questa è stata forse la migliore partita del Livorno in questa stagione. Guardatevi la formazione iniziale. C'era il tentativo di dare una svolta. Quantomeno tattica. Perché il 4-3-1-2 era una dichiarazione sottointesa: “Questa partita ce la vogliamo giocare per vincere”. A pagare Giandonato, a guadagnarci Murilo che in trasferta poteva trovare gli spazi nei quali tuffarsi. Insomma, un tentativo di rendersi più pericolosi in avanti, nella speranza di non restare passivi e magari schiacciati dagli avversari come successo nel secondo tempo di Olbia. Sotto questo profilo la scelta si è rivelata azzeccata. Sono arrivati due gol (mai successo sino a oggi) e almeno altre 3-4 occasioni, che potevano essere sfruttate meglio. Insomma, finalmente non siamo stati passivi. Dietro si è ballato troppo: errori soprattutto di posizionamento, anche clamorosi. Troppe volte gli attaccanti e i centrocampisti si sono trovati delle autostrade davanti. E non esiste concedere agli avversari 2 gol, più 3 annullati (ma giustamente), più almeno altre 3 palle-gol nitide. Troppo davvero.. E poi resta il rammarico di non averla chiusa un po’ prima. Perché sul 2-1 la Giana si è allungata, quasi spaccata. E ci sono state due-tre ripartenze che potevano uccidere la partita. Peccato perché il Livorno era partito davvero bene. E tatticamente la partita poteva diventare in discesa visto il gol di Murillo dopo neanche 200 secondi, col brasiliano bravo a controllare una palla di Marchi, girarsi e piazzarla sul secondo palo di collo pieno. Livorno e Giana hanno iniziato subito a darsele e prenderle: poteva pareggiare Bruno con un gran destro al giro finito fuori, poteva raddoppiare Rossini di testa su angolo, poi un gol annullato a Chiarello ha fatto scattare l'allarme sulla tenuta della difesa. Troppo fragile il reparto, troppi spifferi. E infatti poco prima della mezzora è arrivato il gol di Okyere Gullit, perso prima da Morelli e poi (soprattutto) da Rossini: troppo spazio concesso, troppo facile il suo destro sul secondo palo. Stesso film nella ripresa, ancora Murilo che firma il 2-1 con un tocco d’astuzia sottomisura dopo appena 3 minuti, e ancora la Giana Erminio che pareggia intorno al 20’, stavolta per un rigore un po’ dubbio che però poteva starci.
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