Gioco
«Corri forte caro Livorno o sarà dura»
La sfida per Grauso, doppio ex «Che bello rivedere Protti»»
LIVORNO. Uno degli “immortali”. Un simbolo del Grande Livorno, quello che ha fatto innamorare una generazione di tifosi, con Osvaldo Jaconi, Cristiano Lucarelli e Igor Protti. Lui, maratoneta del pallone, ha lasciato un segno nella nostra città.
Claudio Grauso, fino a maggio era un giocatore della Giana. Che squadra è ?
«Sono pericolosi. È una squadra da combattimento».
Il peggiore avversario possibile per il Livorno di adesso…
«Questo non lo so. Di certo loro vivono di entusiasmo e grinta. Sette anni fa erano in Promozione. Hanno vinto tre campionati di fila e sono arrivati in Lega Pro e ora sono alla terza stagione in categoria. Ho visto i miei ex compagni di squadra filmare e fotografare col cellulare gli stadi dove giocavamo, tanta era la loro gioia per essere arrivati a certi livelli».
Quali sono le loro caratteristiche?
«Non si arrendono mai. In allenamento vanno a mille e in partita ancora più forte. Pensi di aver saltato un suo giocatore e invece nella migliore delle ipotesi quello stesso giocatore in un secondo ti torna addosso, altrimenti nei hai tre pronti a contrastarti. Il tecnico Albé li allena da oltre 20 anni. E ora hanno pure un paio di individualità di livello assoluto: Bruno, che appena ha un metro ti castiga, e Pinardi che non avrà più il passo di dieci anni fa, ma fa girare bene la squadra».
Sì, ma qualche difetto dovranno pur averlo, no?
«Giocano troppo all’italiana: sono bravi a difendersi e ripartire, ma meno abili nel fare la partita perché non hanno i movimenti giusti della costruzione del gioco».
Messa così pare una squadra da trasferta…
«Esatto e proprio per questo in casa faticano. Ecco perché il Livorno può giocarsela alla grande».
Anche questo Livorno incerottato?
«Ma sì. Non ho ancora visto una partita intera degli amaranto, ma solo gli highlights. La squadra mi pare buona. Se c’è qualche problema è di ordine psicologico».
Cioè?
«Quando una squadra retrocede è giusto ripartire da una base di giocatori di categoria superiore. Questi però, devono calarsi subito nella nuova realtà. Ogni retrocessione lascia un lato oscuro: il retropensiero inconscio che in Lega Pro sia sufficiente impugnare il fioretto»
È tornato Protti, che ne pensa?
«Sono felice. Lui sta al Livorno come Totti alla Roma. So che è il club manage ma Igor ha le competenze per dispensare consigli sul mercato e per dare una mano alla squadra. Insomma può far tutto. Ho pensato molto a lui in questi giorni. Il motivo? Immagino che a vedere il Livorno in C perdere a Olbia gli sia andato il sangue al cervello».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google