Gioco
Dalla curva al campo Andrea apre il Gas «Voglio subito la B»
Gasbarro nonostante il brutto periodo della squadra ci crede «Stagione lunghissima ma non possiamo giocare così...»
LIVORNO. Quando andava in curva da semplice tifoso, da bambino col cuore amaranto e con tanti sogni nel cassetto, allo stadio trovava il Milan, l’Inter e la Juventus.
Oggi la musica è cambiata sotto ogni punto di vista: lui vive tutto dal campo, da protagonista, e di fronte non ci sono maglie nobili a strisce, bensì squadre di provincia.
«Davvero, il Livorno non ci combina niente con la Lega Pro», la conferma di Andrea Gasbarro, titolare nel pesante ko di Olbia dopo un inizio di stagione vissuto in panchina.
«L’anno scorso ho giocato molto – spiega il difensore amaranto – ma questo non significa avere il posto di diritto oggi, d’altronde la fiducia va sempre conquistata e io devo dimostrare ancora molto. Comunque sono sempre stato a disposizione del mister, anche se inizialmente non ero al top e non avevo i 90 minuti nelle gambe. Adesso sto meglio, nelle ultime partite ho trovato spazio e sto tornando al 100%, anche perché la forma migliore si trova solo giocando».
C’è stata la tentazione di andare via per un palcoscenico più prestigioso?
«No, questa è casa mia e sto benissimo. Sono contento di essere rimasto, per me vestire questa maglia è sia un orgoglio che una responsabilità. Adesso voglio aiutare il mio Livorno a dimenticare la retrocessione dello scorso anno e a tornare subito in serie B».
Ma gli ostacoli non mancano e il -8 dalla capolista Alessandria è già pesante.
«È un gap importante, è vero, ma siamo solo all’inizio del campionato e la stagione è lunghissima. Insomma, c’è tutto il tempo per sistemare le cose, anche se ora l’Alessandria sembra la classica ammazza-campionato. Adesso il nostro obiettivo è quello di restare aggrappati alle prime, cercando di sfruttare i passi falsi delle altre e sperando anche nel recupero degli infortunati».
Già, gli infortunati, purtroppo un gran problema...
«Sì, senza dubbio. In una stagione capitano, è vero, ma fin qui siamo stati davvero sfortunati».
Soprattutto in attacco, dove le assenze di Vantaggiato e Cellini si stanno facendo sentire.
«Beh, anche perché sono gli uomini di maggiore esperienza. È un momento difficile, ma dobbiamo essere bravi a reagire anche sotto questo punto di vista. Poi, con il recupero di tutti gli infortunati, sono sicuro che ci giocheremo tutte le nostre carte».
Ma com'è stata la preparazione estiva?
«Dura, la speranza è quella di avere benzina fino in fondo».
L’altro problema sembra la mentalità: è d’accordo?
«In Lega Pro devi essere concentrato fino all’ultimo secondo, altrimenti rischi di perdere contro qualunque avversario. E infatti a Olbia siamo stati puniti nel finale».
A proposito di Olbia, il secondo tempo è stato un disastro.
«Atteggiamento remissivo, possesso palla sterile, pochi pericoli… Noi siamo il Livorno e tutto questo non è possibile, anche se poi il gol decisivo è arrivato solo nel finale e quindi siamo stati anche sfortunati».
Ora la delicata trasferta con la Giana, sfida inedita per lei e per il Livorno.
«Sarà dura, loro sono partiti molto bene e hanno un attaccante di categoria (Sasà Bruno, ndr). Noi dovremo scendere in campo con la giusta cattiveria e con tanta voglia di riscatto, armi fondamentali per vincere. Perché sì, andremo lì per vincere».
Quanto è importante, in un momento come questo, la vicinanza di una bandiera come Protti?
«Molto, lui punta sullo spirito di gruppo e anch'io credo che sia la chiave di ogni successo. Noi siamo uniti e andiamo avanti con fiducia, sicuri che i risultati arriveranno».
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