Gioco
Il fuoco e tanti derby: può essere l’anno del risveglio dei tifosi
LIVORNO. Con l'avvio della C Gold partono sabato i campionati di basket, secondo alcuni il punto più basso della pallacanestro cittadina perché non ci sarà, per la prima volta dopo 20 anni, nemmeno...
LIVORNO. Con l'avvio della C Gold partono sabato i campionati di basket, secondo alcuni il punto più basso della pallacanestro cittadina perché non ci sarà, per la prima volta dopo 20 anni, nemmeno una squadra a livello di serie B.
Ora, a parte il fatto che anche il calcio è tornato ai livelli in cui era 20 anni fa e allora forse le ragioni della discesa hanno anche altre e più profonde cause da ricercarsi in una crisi complessiva della città le cui genesi però andranno indagate da altri e in altre pagine, il punto più basso del nostro basket fu in realtà il 15 settembre 1994 quando la Federazione cancellò con un tratto di penna l'iscrizione alla serie A della squadra nata dalla fusione per via della fidejussione tarocca presentata dall'ineffabile prof. Querci. È ben vero che in quel campionato '94/95 Livorno ebbe una squadra in serie B, ma solo perchè il Don Bosco acquistò il titolo sportivo dall'Azzurra Roma, altrimenti la città avrebbe avuto una sola squadra di serie C. Ora sono cinque.
E qui potrebbe riaprirsi la vecchia querelle del Consorzio, dell'unire gli sforzi, di fare una squadra unica senior lasciando autonomi i vari settori giovanili. Alla fine della discussione rimarremmo ciascuno della propria idea, come è giusto che sia perché non sempre e non su tutto si può essere tutti d'accordo, ma intanto sia lecita una domanda. E di tutti questi giocatori che facciamo? Intendendo quelli che sabato cominceranno a difendere i colori di Don Bosco e Libertas e Pielle e, una settimana dopo, quelli di Labronica e Us Livorno? Che facciamo di Nello Venditti, il più bell'esempio di giocatore dilettante che si sia mai visto dai tempi delle pallonesse a ora, uno che nella vita fa il vicedirettore per una notissima catena di articoli sportivi ma sabato sera nella finale del Memorial Gatto si è permesso di cancellare un giocatore "professionista" come Pastusena? E di Sidoti, Capobianchi, Dell'Agnello? O, continuando, di Edo Nesti e Picchianti, tutta gente che lavora e gioca, spesso per pochi spiccioli, a volte nemmeno per quelli. O di Giardini, il "divin codino" della Labronica o del talento dei vari Spinelli, Seminara, Mariani e via via continuando fino a arrivare, uno più uno meno, a una trentina di giocatori che per età o scelte di vita non possono più aspirare a una serie superiore a questa o permettersi di allontanarsi da Livorno? Li mandiamo tutti a giocare negli amatori o, quando il tempo lo consente, al campino? Sarebbe un delitto di leso basket, almeno per quanto ci riguarda.
Senza contare il tradimento delle identità, almeno per chi ce l'ha, i sogni a volte ingenui dei tifosi e il fatto che le squadre nate da operazioni a tavolino hanno avuto vita breve, almeno a Livorno, ma sopratutto hanno scaldato il cuore di pochi. Quindi, sempre per quanto ci riguarda, salutiamo con piacere l'inizio di questo campionato con tre squadre in C Gold e due (una settimana dopo) in Silver, convinti che con otto derby complessivi play off esclusi non ci sarà da annoiarsi, che vedremo sugli spalti più gente degli ultimi anni e che la sera in tanti andranno a vedere i risultati guardando, prima di tutto, cosa "hanno fatto quegli altri", come accadeva nell'altro secolo.
Don Bosco, Libertas e Pielle per cominciare, dunque. Costruite con economie diverse e quindi con diversi obiettivi, le prime due probabilmente destinate a contendersi la supremazia cittadina con un occhio rivolto alla promozione (con Lucca, Altopascio forse Castelfiorentino) e la terza a cercare di mettersi alle spalle, il prima possibile, più squadre possibile fra quelle che restano. Buon divertimento.
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