Gioco
Un derby mai nato Serapozzi ne fa 5
Dominio assoluto dei verdeazzurri contro il Pietrasanta Pegollo e Antongiovanni impredibili, segna anche Arzelà
SERAVEZZA. Pietrasanta caparbio, ma non pervenuto: il derby dell'Eccellenza della Versilia storica si conferma verdazzurro (dopo i due successi di misura maturati in Coppa Italia) con una vittoria schiacciante per 5-0 del Seravezza-Pozzi.
Di fronte ad un pubblico piuttosto scarno nonostante l'attesa del derby le due rivali si sono affrontate per la terza volta nel giro di sole due settimane: i seravezzini con l'intento di confermarsi anche in campionato, gli albicelesti del patron Carlo Ciaponi invece con il coltello tra i denti per far pagar cara la doppia sconfitta in Coppa strappando i tre punti ai "cugini".
Ma nonostante i tanti rientri (tra cui Francesco Tosi a centrocampo e Martinelli nelle retrovie) il Pietrasanta ha dovuto affrontare - seppur dimostrando una grinta da leoni - lo scoglio più grosso di tutti: un attacco di fatto inesistente, tanto che i tiri in porta dei ragazzi allenati da coach Eugenio Andreoli si contano - al netto dei 90 minuti - sul palmo di una mano.
Di ben altro tenore invece il SeraPozzi, dove l'assenza dello squalificato Sabatini neppure si avverte: nella giornata dello show verdazzurro il tecnico Valter Vangioni vara un ancora inedito 3-4-3 con il fenomenale tridente Mancini-Pegollo-Arzelà che dà spettacolo per intesa e per costanza offensiva, anche perché supportato da un intero gruppo (con Borgia, Bortoletti e Barbetti in prima fila) capace di dare continua linfa al gioco d'attacco della squadra. Ne esce una goleada che, se contenuta nel primo tempo (dove si registra solo il gol prodezza di Pegollo, in grado di girarsi in un fazzoletto e scagliare un gran sinistro in rete) dilaga senza freni nella ripresa: a Granaiola che castiga con freddezza uno svarione difensivo degli ospiti fanno seguito prima il rapidissimo Mancini, cinico nell'uno contro uno con Vannoli dopo aver rubato palla ad un colpevole Gianluca Martinelli, poi il veterano D'Antongiovanni, partito dalla panchina ma subito in gol con una zampata vincente in mischia. Alla fine mancava solo lui, il più "affamato" di tutti, ma al 43' della ripresa Mancini gli serve una palla d'oro che lui insacca con tutta la rabbia: il sigillo sul match, inutile se non per le statistiche, è di Cesare Arzelà.
Gabriele Buffoni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
