Gioco
Sagan “cannibale” vince in volata un altro titolo
Il campione slovacco si impone nella prima edizione dei campionati continentali Elite. Beffati Ulissi e Moser
Non poteva esserci un campione migliore per onorare la prima edizione dei campionati europei Elite. Ha vinto, infatti, con (quasi) irrisoria facilità Peter Sagan, campione del mondo in carica e sicuramente il ciclista più forte in circolazione per quanto riguarda le corse di un giorno.
Sul traguardo di Plumelec, posto in cima alla Cote de Cadoudal, lo slovacco ha regolato Julian Alaphilippe, astro nascente del ciclismo transalpino e campione di casa. Al terzo posto lo spagnolo Daniel Moreno Fernandez. L’Italia di Davide Cassani, pur raccogliendo alla fine come miglior risultato il nono posto di Diego Ulissi, ha sfiorato il successo, avendo la conferma inoltre di poter contare in futuro su un corridore che solo adesso sta raggiungendo la piena maturità psicofisica: Moreno Moser, protagonista a 10 chilometri dalla conclusione, di una bellissima azione solitaria (dopo essere stato in fuga con una decina di corridori, tra cui Aru). L’azzurro ha dato fondo a tutte le sue energie, provando a sventare l’arrivo a ranghi compatti ampiamente previsto alla vigilia. «Il piano prevedeva - ha svelato Cassani - che Moreno provasse in quel punto, oppure a due chilometri dalla conclusione. Una decisione che spettava a lui, in base alle sensazioni». Il gruppo tentenna prima di chiudere il buco su Moser, perfettamente controllato dagli azzurri Aru, Villella e Visconti su tutti, che stoppano i vari tentativi. Quando inizia la Cote il vantaggio è attorno ai 20 secondi, ma a quel punto entrano in campo i big. Si muovono i belgi, così come i polacchi e i francesi. Si muove, in prima persona, Peter Sagan. Sotto lo striscione dell’ultimo chilometro si esaurisce il tentativo di Moser e parte Villella. L’Italia è decisa a giocarsi tutte le proprie carte. «Dovevamo costringere i big alla difesa, in modo da preparare al meglio la volata con Ulissi e Colbrelli», dirà Cassani. E in effetti si muovono i più forti, ma al momento decisivo, negli ultimi 200 metri, ci manca ancora lo spunto finale. «Ero messo bene - chiosa Ulissi - ma sulla curva che porta al rettilineo, in salita, mi è mancata la gamba. Ho perso le ruote giuste».
«È stata una bella gara - commenta Cassani - abbiamo fatto quello che ci eravamo ripromessi e francamente non posso rimproverare nulla. Eppoi, con un Sagan così...». In effetti la volata del campione slovacco è disarmante. A meno di 100 metri innesta il turbo e lascia una bicicletta alla compagnia. «Perché avrei dovuto disdegnare gli Europei? - dirà in sala stampa - Se si fosse fatta a Nizza non avrei partecipato. Quando invece abbiamo saputo che era su questo percorso, ci siamo convinti a provare. Siamo arrivati qui in cinque, ma poi alla fine abbiamo corso in tre, nessun gioco di squadra. Quando ci sono gare così, ci sono solo due modi per vincere: o vai in fuga oppure attendi la volata. Ho scelto questa ultima soluzione ed è andata bene. Un titolo europeo vale, non come uno mondiale, ma è sempre un titolo. In questa stagione, che sembra tutta così magica, anche se troppo lunga, non voglio lasciare nulla. Diciamo che mi sono assicurato una maglia anche per il prossimo anno, poi ad ottobre si vedrà».
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