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Paralimpiadi: 39 medaglie per l’Italia

Paralimpiadi: 39 medaglie per l’Italia

A Londra erano state 28. Lutto nel ciclismo, morto l’iraniano Golbarnezhad

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L’Italia chiude le Paralimpiadi di Rio de Janeiro a quota 39 medaglie. Undici podi in più rispetto a Londra, dieci ori contro otto, e undici medaglie anche più dei colleghi olimpici, impegnati sugli stessi campi gara il mese scorso.

A mettere la ciliegina sulla torta è stata la portabandiera azzurra Martina Caironi, medaglia d’oro nei 100 metri T42 in cui la truppa azzurra festeggia doppiamente per il bronzo di Monica Contrafatto (16”30). Per la primatista iridata Caironi si tratta invece del secondo oro paralimpico: il primo ottenuto quattro anni fa a Londra da giovane esordiente, il secondo se lo porta a casa proprio a Rio in una gara senza concorrenza. Con un timido tentativo ha provato ad opporsi la tedesca Vanessa Low ma nei 100 la sprinter delle Fiamme gialle la fa da padrona. Se nel lungo si era dovuta accontentare del secondo posto, qui il suo crono è imbattibile: 14”97 per lei, non molto lontano dal suo record del mondo (14”61. «Sono lacrime di gioia e di tensione, c’è dentro il peso e le tante aspettative di questi ultimi mesi, ma anche un incubo scampato perchè stavo per perdere la protesi. Questa volta è stata davvero dura perché poteva succedere nel momento in cui avrei dovuto solo gioire», racconta la Caironi. Le fa eco la Contrafatto: «Il mio sogno si è avverato grazie a Martina. Ho iniziato a correre guardando lei in tv a Londra. In gara a un certo punto non ce la facevo più, ero stanchissima ma da lontano vedevo la medaglia, non potevo mollare».

Grazie al bronzo in mattinata del mai domo Alvise De Vidi nei 400 metri T51, l’Italia dell’atletica conclude la spedizione brasiliana con sei medaglie eguagliando Londra 2012. Tredici sono, invece, i podi conquistati dall’Italnuoto, settore che ha raccolto più metalli in casa azzurra. L’ultima perla è quella di Arjola Trimi, che si mette al collo l’argento nei 50 stile libero, stabilendo anche il nuovo primato europeo in 40”51, battuta soltanto dall’australiana Rachel Watson (40”13).

Appena un gradino sotto, a quota 12, si è fermato il ciclismo, che però ha dato il massimo contributo in quanto a medaglie d’oro (cinque). A chiudere il cerchio è stato Andrea Terlao, bronzo nella categoria C4-C5. Una gara che però è passata alla storia per il dramma di Bahman Golbarnezhad, atleta iraniano morto per una caduta in cui ha battuto violentemente il capo contro una roccia a bordo strada.

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di Redazione web