Il Tirreno

Livorno

L’uomo che sussurra alla bici 431 chilometri sulle Dolomiti

di Elena Guerri
L’uomo che sussurra alla bici 431 chilometri sulle Dolomiti

L’impresa del versiliese Paolo Bianchini, specialista delle ultramaratone a pedali «Ci ho messo 28 ore, ma che bello». Poi da Pinerolo arriva a Barcellona e ritorno

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È un appassionato delle ultramarathon e nel suo curriculum di cicloamatore può vantare il Giants Tour Brevet di 1000 chilometri e la Parigi- Brest- Parigi di 1.200 chilometri. Paolo Bianchini, classe 1973, nativo di Camariore e livornese di adozione, ha messo ulteriormente alla prova la sua resistenza e la sua grinta, partecipando tra luglio ed agosto a due manifestazioni davvero toste come la Randolomitics e la Barcellona- Pinerolo-Barcellona. Adesso a distanza di un mese, dopo essersi ripreso dalle fatiche, può raccontare queste sue esperienze. "La Randolomitcs ha preso il via sabato 9 luglio- racconta Bianchini- su centinaia e centinaia di partecipanti, il percorso lungo è stato scelto solo da cinquanta temerari.

«Erano infatti 431 i chilometri previsti, con 13.100 metri di dislivello e la scalata di ben sedici passi dolomitici, tra cui il Fedaia, il Giau, il Manghen ed il Pampeago, l'ultima salita dove era posto l'arrivo. Il percorso- prosegue il portacolori della Lonzi Metalli- era davvero stupendo, con panorami mozzafiato.

Ho completato la mia prova in 28 ore precise, senza avere nessuno al seguito e senza assistenza, se si esclude il ristoro a circa metà tracciato, dove è stato possibile riprendere qualche energia».

Non meno impegnativa è stata la seconda ultramaratona a cui Bianchini ha preso parte: la PBP ovvero la Pinerolo- Barcellona- Pinerolo, con i suoi 1850 chilometri ed i suoi 16.500 metri di dislivello. «La partenza, avvenuta sabato 8 agosto, è stata alquanto dura, con il Sestriere ed il Monginevro ad attenderci- sottolinea Bianchini- come se ciò non bastasse poco dopo abbiamo percorso un lungo viale sotto un sole implacabile e le temperature hanno raggiunto i 39' gradi. Chilometro dopo chilometro sono arrivato di notte in cima al Monventaux».

Ed ancora Bianchini ha affrontato la strada sali e scende per la Spagna attraverso i Pirenei, con un'afa davvero insopportabile, senza bar o fontane per trovare un po' di sollievo e per dissetarsi. Finalmente però alle 5, con l'alba, è apparsa davanti al ciclista Barcellona. «l ritorno - aggiunge Bianchini- è stato davvero arduo ed a tratti drammatico, perché all'iniziale caldo, è seguito un mega temporale che mi ha costretto ad una sosta di ben cinque ore. Il giorno successivo non è stato certamente migliore perché ad attendermi c'era un vento, con raffiche fino a 70 km/h, che rendeva quasi impossibile il rimanere in piedi in bici».

Dopo essere stato ammaliato dalla bellezza del paese di Sisteronne, Bianchini ha affrontato il Colle della Maddalena, l'ultima ascesa prima del tanto atteso arrivo a Pinerolo. «Ho scalato il Colle - conclude - con altri due amici ed un guasto meccanico ha ritardato la conclusione della nostra avventura a quasi una settimana dalla partenza, alla quale eravamo presenti solo in trenta. Voglio dedicare queste mie sfide non solo a mia moglie Francesca ed a mia figlia Rita, ma a Massimo, un mio caro amico scomparso improvvisamente un anno fa».

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