Gioco
«Sarebbe bello dedicare una vittoria a Ciampi»
Foscarini disegna il match e regala un pensiero all’ex presidente della Repubblica «Voglio un Livorno che sa soffrire e colpisce. Jelenic? C’è bisogno di tempo...»
LIVORNO. Foscarini, ecco la terza partita in sette giorni da affrontare ancora in emergenza.
«Sì, la situazione non è cambiata. Avremo qualche difficoltà perché in alcuni ruoli non ho né cambi né alternative. Arriviamo comunque in buone condizioni a questo appuntamento».
Quindi non teme che ci sia un po’ di stanchezza?
«Può starci, ma anche le altre hanno giocato mercoledì. Mica hanno riposato. E comunque una vittoria - seppur sofferta e striminzita come quella di Novara - ti porta sempre uno stato d’animo positivo che permette di lavorare bene e facilita l’allenamento. I ragazzi hanno recuperato le energie e ora dobbiamo dare continuità e migliorare là dove possiamo farlo».
Come stanno gli infortunati?
«Bergvold ha ancora dolore nei cambi di direzione. Jelenic si è allenato con i compagni di squadra e l’approccio è stato positivo, ma per il suo rientro c’è tempo. Ho sentito anche Vantaggiato che sta lavorando per curare l’infiammazione».
Non c’è da fidarsi della Lucchese, vero?
«Sì perché non è una cattiva squadra. I miei ragazzi lo sanno. Quando affrontiamo gli avversari non dobbiamo mai guardare la classifica e che cosa hanno fatto nelle giornate precedenti. Dobbiamo pensare che è un derby e sarà una sfida molto ostica».
Che cosa teme dei rossoneri?
«La loro voglia di derby e di riscatto dopo la loro non buonissima prestazione di mercoledì scorso. Dovremo affrontarli nel migliore dei modi e dare il 120% perché hanno giocatori di qualità che si sono espressi benissimo contro l’Alessandria, in una partita in cui hanno fatto gioco e non meritavano la sconfitta».
Pare che la Lucchese se la giocherà a specchio con il 4-3-1-2 o comunque 4-3-3. È una difficoltà in più?
«È il modulo che ha utilizzato domenica scorsa e anche mercoledì. Non so se l’ha fatto per mettersi a specchio o per pensare ai prossimi avversari. Quando si gioca con lo stesso schema ci sono duelli, uno contro uno, e la qualità fa la differenza e loro hanno giocatori importanti davanti che possono giocare su palla bassa e sugli esterni. A volte tendono a scavalcare il centrocampo. Prenderemo le contromisure perché li conosciamo. Ci meritiamo un risultato per quello che abbiamo fatto fino ad ora. E poi abbiamo una motivazione in più».
Quale?
«Vogliamo onorare il presidente della repubblica Ciampi. Contro la Lucchese giocheremo con il lutto al braccio. Ci piacerebbe ricordarlo gratificandolo con una grande prestazione e la vittoria».
Quali ulteriori risposte si aspetta dalla partita con la Lucchese?
«Anche in questo caso ribadisco un concetto: non siamo la Juventus della Lega Pro. Siamo una buona squadra che deve essere intelligente ad adattarci non agli avversari, ma dobbiamo essere intelligenti e adattarci alle situazioni: quando c’è da giocare, si gioca, se c’è da soffrire e si soffre e se c’è da infierire si infierisce. Infine voglio capire che soglia d’attenzione, concentrazione e motivazione abbiamo dopo le due vittorie: se non siamo al 120% non facciamo il risultato sperato».
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