Gioco
Livorno col Venitucci in poppa
Sul neutro di Novara gli amaranto centrano contro il Como la seconda vittoria consecutiva
INVIATO A NOVARA. Due tiri, sei punti. Il che ci regala un duplice punto di vista. Se vi piacciono le squadre che badano al sodo, allora prendete e abbracciate questo Livorno, esempio del più spudorato cinismo. Se vi piacciono le squadre che giocano bene, allora provate con i canali di Sky dal 201 in poi e forse vi divertirete di più.
Noi proviamo a stare nel mezzo. Il Livorno che vince 1-0 contro il Como è una squadra che deve lavorare ancora tanto (ma tanto) e soprattutto deve aspettare il rientro di diversi uomini cardine. Intanto però fa punti, e allora ve bene così. Guardate che ritrovarsi dopo 4 giornate con 9 punti, nonostante le mille difficoltà, è un mezzo miracolo.
COMO AFFONDATO. Un tiro e un gol, dicevamo. Come contro la Carrarese. Stavolta il killer è stato Dario Venitucci, uno dei giocatori che Foscarini aspettava a gloria e che ha spaccato in due la partita con un sinistro preciso.
La rete è arrivata a 10’ dalla fine, quando il Como era rimasto in dieci uomini già da un quarto d’ora (espulso Fietta al 10’ del secondo tempo per doppio giallo). Va detto: non è che in 11 contro 10 il Livorno avesse cinto d’assedio il Como. Sì, possesso palla insistito, ma poi tutto svaniva come un castello di sabbia negli ultimi 20 metri.
Poi il gol, improvviso. Un altro lampo, come quello di Maritato domenica. Non un gran Livorno insomma, ma anche il Como ci è sembrato poca cosa. Insomma, qui il livello è bassino per tutti.
LE SCELTE. Il Livorno ha ruminato gioco con tanta buona volontà, ma poca lucidità. A volte sembra quasi che alcuni giocatori (Giandonato, Venitucci, ma anche Luci) abbiano timore a fare la giocata. In difficoltà a destra Toninelli, mentre davanti Foscarini ha provato con la strana coppia Dell’Agnello-Maritato per non spremere Cellini e la mossa ha funzionato: i due titolari hanno avuto pochi palloni veri, ma Cellini è entrato quando anche il Como era sulle gambe e da una sua giocata è arrivato guardacaso il gol.
CONDIZIONE FISICA. Forse è anche una questione fisica, il Livorno oggi non è brillante nella corsa, anche se a fine partita Foscarini ha confidato che non è così. «Alcuni giocatori - ha detto - hanno più un blocco mentale che fisico. Atleticamente stanno meglio di quanto fanno vedere in campo».
POSSESSO E OCCASIONI. Il primo tempo è stato lo specchio di una partita strana. Perché il Livorno ha fatto tanto possesso palla, ma alla resa dei conti le occasioni più nitide sono state per il Como. Due su tutti i pericoli. Sul primo ha visto bene l'arbitro, e non era così scontato visto che siamo in serie C: su un retropassaggio sbagliato di Rossini, ci siamo trovati con Bertani tutto solo davanti a Mazzoni, l'attaccante ha provato ad aggirare il portiere che è rimasto fermo e non ha saputo far di meglio che buttarsi in terra. Risultato: ammonizione per simulazione. Giusto così ma, ripetiamo, in C non era così scontato.
Sulla seconda occasione, ci ha graziati il livornese Cristiani: arrivato solo a tu per tu con Mazzoni, è inciampato sul pallone, consentendo al portiere di recuperare in tuffo il pallone. Il Livorno? Quasi mai pericoloso, se non con una punizione di Giandonato allo scadere che ha sfiorato la traversa.
ROSSO E VITTORIA. Due episodi hanno deciso la partita. Il primo è stata l’espulsione di Fietta che, già ammonito, ha falciato Venitucci in mezzo al campo. Fallo stupido ma nettamente da giallo.
Foscarini ha prima inserito Cellini (per Dell’Agnello) ma per assurdo la pressione è aumentata con l’ingresso di Morelli che a destra ha iniziato a spingere. Il gol è arrivato dalla sinistra ed è stata davvero un’azione molto bella, corale: l’uno contro uno di Cellini, il cross di Lambrughi quando tutti si aspettavano il tiro, la conclusione precisa di Venitucci.
Restavano 10 minuti. E il Como, pur con un uomo in meno, ha provato a mettere un po’ di pressione al Livorno. Niente di che, per carità. Nell’unico pericolo, è stato bravo Gonnelli ad anticipare Chinellato.
Poi il fischio finale, la doccia e il mirino già sulla Lucchese. Il Livorno deve crescere, tanto. Ma state sicuri che queste vittorie la aiutano non poco.
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