Toscana
lega pro» il nostro campionato
Va bene andare a fari spenti, ma attenzione a non sbattere, ovvero a non svegliarsi quando ormai è tardi. Inevitabile parlare di un Livorno che, nobile decaduta, pur con assenze di rilievo...
Va bene andare a fari spenti, ma attenzione a non sbattere, ovvero a non svegliarsi quando ormai è tardi. Inevitabile parlare di un Livorno che, nobile decaduta, pur con assenze di rilievo - Vantaggiato, Luci, Jelenic, Bergvold, Toninelli - era chiamata a riscattare con un prova convincente lo stop senza attenuanti di Alessandria. Così non è stato: sull’altro fronte, una Carrarese costruita in fretta e furia dopo un’estate in bilico, e ancora a zero punti, è addirittura riuscita a non sfigurare, e ha perso solo per un’invenzione costruita sull’asse Cellini-Maritato; straordinaria l’idea di Maritato - gol di tacco degno di altre platee - ma insomma, inutile ribadirlo, così il Livorno non può pensare di tenere il passo dell’Alessandria. La Lega Pro non perdona: la promozione diretta è solo per la prima. Punto. Le altre devono sottoporsi all’enorme incognita dei playoff allargati, maxi spareggi infiniti che daranno un solo altro posto al sole della serie B. Le avversarie potrebbero essere, per dire, Parma, Venezia, Reggiana, Lecce, Foggia, Taranto... Insomma, meglio pensare alla regular season. Ma innanzitutto, è d’obbligo “azzannare” diversamente le partite. L’approccio non può essere soft, mai. Questa volta è andata bene, la pazienza - voluta o obbligata - ha pagato. Altre volte, può andare diversamente. L’Alessandria - ma anche Cremonese e Como sono molto attrezzate, il vento del Nord soffia forte - non ha neanche le difficoltà dei derby, è l’unica piemontese, e mister Piero Braglia conosce bene i trabocchetti della Lega Pro.
Insomma, Foscarini e con lui tutto l’ambiente labronico dovranno fare presto e regolare l’orologio su un campionato così insidioso, complesso, nel quale non è detto che i nomi siano sufficienti se non sono uniti a determinazione feroce e grande continuità. Bene o male sei punti sono arrivati, grazie a due 1-0 casalinghi. Così è troppo poco. D’ora in avanti servirà molto di più. Anche alle altre nostre squadre, decisamente sotto tono a parte l’eccellente Tuttocuoio, che non a caso fa della corsa e della grinta le sue armi migliori, al servizio di un organico sicuramente all’altezza della categoria (e un bomber che segna come Shekiladze non guasta). Un esempio di buona gestione e di programmazione davvero ammirevoli.
Il campionato è lungo, lunghissimo, e il tempo per rimediare e cambiare passo c’è. Attenzione però a non pensare che magari a gennaio si può correre ai ripari e azzeccare un filotto tipo la Juventus l’anno scorso; meglio pensarci subito, e pescare bene nel mercato degli svincolati finché offre qualcosa all’altezza.
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