Il Tirreno

Livorno

Carrarese, fatale è stato il tacco

di Alessandro Bernini
Carrarese, fatale è stato il tacco

La partita contro il Livorno decisa da una rete di Maritato alla mezz’ora della ripresa. Buona prestazione degli azzurri

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LIVORNO. Ci sarebbe da scriverci un libro. Piergiuseppe Maritato 10 giorni fa era un disoccupato, nessun contratto e un curriculum di 4 gol nelle ultime due stagioni. Il commento più buono dei tifosi amaranto quando l'1 ottobre la società decise di metterlo sotto contratto, fu «Maritato? E chi è?». La povera Carrarese se lo ricorderà a lungo il nome di questo attaccante che alla mezzora del secondo tempo, entrato da poco e al debutto, ha segnato il gol della vita: un colpo di tacco in area da raccontare ai nipoti. Se fa una rete così Higuain, la fanno vedere in tv per 15 giorni di fila.

Forse solo una magia del genere poteva far uscire il Livorno a braccia alzate dal campo. Lasciando nello sconforto una Carrarese quasi perfetta, che non ha mai sofferto dietro e che nel secondo tempo ha anche spaventato e non poco un Livorno salvato dal portiereMazzoni.

SOFFERENZA AMARAN TO. Oggi il Livorno è squadra che fa una fatica da matti a fare gioco. Si è visto in ogni partita: Racing, Alessandria e ieri con la Carrarese. Troppi gli assenti (Vantaggiato, Luci, Jelenic, Bergvold, Toninelli) e i giocatori indietro di condizione (Gasbarro e Rossini) per darsi una vera identità. È come se in questo momento il Livorno sopravvivesse con un passaporto falso. L’unico obiettivo può essere fare più punti possibili senza guardare il “come”. E non perdere troppo terreno dall’Alessandria in attesa appunto dei rientro dei big.

Solo così si può dare un senso alla partita di ieri. Fatta di sofferenza pura, un solo tiro in porta (quello di Maritato...), manovra spesso senza sbocchi, attaccanti sempre spalle alla porta e zero profondità.

Il gol, alla resa dei conti, è stato l’unico lampo.

CARRARESE, CHE RABBIA. Chi ha visto la partita, non fa fatica a immaginare la rabbia della Carrarese. Mister Danesi è stato bravo a disegnare una squadra “elastica”, con un 4-3-3 che diventava 4-5-1 puro in fase difensiva grazie al lavoro infinito di Torelli e Cristini.

L’anello debole potevano essere i due centrali Battistini e Massoni costretti a marcare due tipetti sguscianti come Cellini e Murilo, in realtà è stato l’esatto contrario: su quel muro hanno sempre sbattuto la testa gli attaccanti del Livorno.

E nel secondo tempo, quando le squadre hanno iniziato ad allungarsi, sono state prorpio le puntate di Bastoni e compagni a infilzare spesso il Livorno. In quegli istanti si è vista l’ottima organizzazione tattica ma qualche lacuna tecnica, perché un paio di palloni negli ultimi 15 metri sono stati gestiti proprio male.

CARA SPIAGGIA... Al di là del gol il Livorno ha fatto ben poco per ringraziare chi ha lasciato la spiaggia con un'oretta di anticipo. Ritmi blandi, Cellini e Murilo sempre spalle alla porta, Venitucci che si accendeva a tratti. E così è stata la Carrarese a rendersi pericolosa per prima con un colpo di testa di Massoni. Il Livorno del primo tempo è stato tutto in un colpo di testa di Cellini fuori misura e un tiro di Giandonato alto, mentre poco prima dell'intervallo Mazzoni con un guizzo ha dovuto mettere una pezza sulla bella girata di Bastoni.

E non è che nel secondo tempo il copione sia cambiato granché. Anzi. Il Livorno nel tentativo di guadagnare metri (senza riuscirci) si è pure scoperto. E buon per gli amaranto che al 24’, dopo un clamoroso errore di Gonnelli, ci ha pensato Mazzoni a chiudere lo specchio della porta a Bastoni che si era presentato tutto solo davanti a lui.

Poi è arrivato il gol. Improvviso, uno squarcio di luce per il Livorno nel grigio più completo. A lavorare la palla è stato Cellini, ottimo il suo cross, pazzesca la giocata di Maritato che ha lasciato sfilare il pallone e poi di tacco ha infilato Lagomarsini sul primo palo.

Restava un quarto d’ora. La Carrarese c’ha provato, si è spinta avanti, ma si sono anche aperti varchi importanti per il Livorno che doveva sfruttare meglio quegli spazi. L’ultimo sussulto è stata una punizione al 93’ dal limite dell’area che Del Nero ha sparato sulla traversa. L’ultimo pugno in faccia a una Carrarese che meritava di più, l’ultimo sospiro di sollievo di un Livorno che avanza aspettando tempi migliori.

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